© Marco CanonieroPoco più di tre settimane fa diceva: “Questo potrebbe essere il mio ultimo anno. Voglio fare benissimo, vorrei che fosse la mia stagione migliore da quando sono presidente”. Dal 2005. “Dopo, magari, venderò il Torino, ma desidero lasciare un ricordo bello”. Però Cairo aveva già cominciato a sfidare (anche) il destino qualche giorno prima: “Ho detto che magari venderò il club, ma non significa che mi impegnerò di meno nel costruire la squadra. Anzi, lo farò a maggior ragione: se sarà la mia ultima stagione da presidente, voglio farla alla grandissima e poi cedere un gruppo forte. E magari si dirà che il mio Toro non era così male”. D’altra parte... D’altra parte “tutti viviamo di sogni, io per primo”. Sogni o non piuttosto l’hybris greca, cioè un eccesso (eufemismo) di sfide a tutti gli dei? I tifosi granata, comunque, non riescono più neanche a sognare. E da anni. Contestano, questo sì. Sperano in una svolta ai vertici della società. Si chiedono che cosa abbiano fatto di male per veder così calpestate le speranze, l’entusiasmo, l’amore per il Toro. In compenso fioccano come sempre le plusvalenze, per Cairo: anche quando la squadra viene presa a schiaffi, come ieri (di nuovo). Via Pedersen, ora via anche Njie: per il Torino, un incasso complessivo tra 22 milioni sicuri e 28 possibili (dipenderà dai bonus).
"La qualità non è negoziabile"
Abate, venerdì: “La qualità e il coraggio non sono negoziabili”. Si è visto in specie nel secondo tempo, il disastro. Dov’è la qualità? Dove? Sono settimane che il tecnico chiede invano rinforzi a Cairo e Petrachi. In compenso gli hanno ulteriormente indebolito una squadra debole. Quattro difensori centrali per tre maglie: il problema non è solo Comert e lo si è visto anche ieri nella seconda sconfitta di fila, stavolta col Sassuolo, manco il Milan! E le corsie? Un mezzo colabrodo. Cacciamani è una scommessa. La sua riserva di qualità? Non pervenuta. E a destra si può persino rimpiangere Pedersen, come alternativa.
Mancano due centrali difensivi affidabili, di cui quantomeno uno di piede mancino. Mancano due terzini forti. Manca un centrocampista di personalità. E ci fermiamo alle urgenze/emergenze. Questo Toro rischia di nuovo la B, dopo i 63 gol incassati nella scorsa stagione (e con Baroni esonerato a febbraio con appena 3 punti sul terzultimo posto). Seconda peggior difesa, nello scorso campionato. Ma evidentemente non c’è limite al peggio. Con Cairo anche la salvezza è in prestito con diritto? “Vorrei che questa fosse la mia stagione migliore, dopo 21 anni”. Oddio, che paura! L’hybris costa cara, prima o poi.
