Lo voglio! Spalletti-Woltemade, la telefonata che ha cambiato tutto. Come sarà la nuova Juve

Video e pareri: così Lucio ha virato su Nick. Quando Massara e Ottolini gli hanno presentato l’opzione il tecnico ha “studiato” il tedesco

TORINO - Dopo la beffa subita dall’Atalanta per Franck Kessié, la Juve ha fatto di tutto per evitarne un’altra se possibile più pesante. E ci è riuscita. Il grande obiettivo per l’attacco era Alexander Sorloth, voluto fortemente da Luciano Spalletti: era la stella cometa che il tecnico non ha mai smesso di inseguire. L’Atletico Madrid, però, nelle ultime ore ha sempre e soltanto rifiutato ogni ipotesi di cessione, al netto delle trattative in corso per Jonathan David. Poi i bianconeri si sono confrontati con il Manchester United per Joshua Zirkzee: pallino di Massara, sì, ma non esattamente nelle grazie di Spalletti per una mera questione di caratteristiche mancanti nell’attuale reparto offensivo.

 

 

Woltemade può coesistere con Kolo Muani

In più, per un tema relativo ai costi, alla Continassa hanno mollato il colpo pur tentando di tenere vivo l’affare fino all’intesa col Newcastle per Woltemade. Un elemento che Lucio ha passato quasi l’intera domenica a studiare a video: il club si è presentato col dossier del tedesco in mano e il tecnico ha analizzato ogni singola caratteristica del gigante di Brema. Nel giro di poche ore è arrivata la spinta di Spalletti a trattarlo e da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. La chiamata del tecnico agli agenti, in vivavoce alla presenza di Woltemade, è stata decisiva. Il giocatore si è sentito importante, l’allenatore ha capito subito che sarebbe arrivato a Torino. E ieri mattina, al netto di una svolta definitiva arrivata in serata, nell’aria c’era già la convinzione di aver messo le mani sul tedesco in prestito. Certo, Nick avrebbe preferito un passaggio a titolo definitivo e non un “affitto” di un anno, ma si è dovuto accontentare. Cosa intravede Spalletti in Woltemade? Spera di creare una sintesi tra le caratteristiche di Sorloth e quelle di Zirkzee. Gli piacciono le qualità tecniche ed è convinto di poter lavorare sulla sua presenza in area di rigore. È sicuro di poter far fruttare i 198 centimetri del classe 2002. Non lo immagina necessariamente alternativo a Kolo Muani, ma può diventare anche complementare alle caratteristiche del francese. Sì, possono giocare insieme. E la partita contro il Parma, soprattutto l’andamento di un primo tempo pieno di cross ma avaro di occasioni dentro l’area di rigore, ha rafforzato le convinzioni del tecnico.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato

La resa dopo il no per Sorloth, ma non tutti hanno promosso la punta

Il nuovo centravanti non poteva essere Zirkzee, per la ricerca delle peculiarità che stava inseguendo Spalletti. Così la società ha puntato su Woltemade senza più arretrare di un centimetro, con la convinzione di poter giungere ad un accordo che facesse scopa con l’uscita di scena di Jonathan David, ritenuto a fine corsa al netto della maglia da titolare che è riuscito a strappare sabato scorso. Lucio su Woltemade ha chiesto tantissimi pareri anche a suoi ex giocatori (non da tutti ha ricevuto feedback positivi), ma si è fidato dei propri occhi. La Juve dopo aver silurato Beto e Lorenzo Lucca, dopo aver inseguito Sorloth, dopo aver sondato Jean-Philippe Mateta (senza troppa convinzione) e dopo aver sperato in Zirkzee si è rivolta al tedesco. Vlahovic e Pellegrino sono invece stati salutati da settimane. Esce David, entra Woltemade: Spalletti ci avrebbe messo la firma domenica sera. Pur avendo pesato ogni singolo parere: i favorevoli e pure i contrari.

 

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TORINO - Dopo la beffa subita dall’Atalanta per Franck Kessié, la Juve ha fatto di tutto per evitarne un’altra se possibile più pesante. E ci è riuscita. Il grande obiettivo per l’attacco era Alexander Sorloth, voluto fortemente da Luciano Spalletti: era la stella cometa che il tecnico non ha mai smesso di inseguire. L’Atletico Madrid, però, nelle ultime ore ha sempre e soltanto rifiutato ogni ipotesi di cessione, al netto delle trattative in corso per Jonathan David. Poi i bianconeri si sono confrontati con il Manchester United per Joshua Zirkzee: pallino di Massara, sì, ma non esattamente nelle grazie di Spalletti per una mera questione di caratteristiche mancanti nell’attuale reparto offensivo.

 

 

Woltemade può coesistere con Kolo Muani

In più, per un tema relativo ai costi, alla Continassa hanno mollato il colpo pur tentando di tenere vivo l’affare fino all’intesa col Newcastle per Woltemade. Un elemento che Lucio ha passato quasi l’intera domenica a studiare a video: il club si è presentato col dossier del tedesco in mano e il tecnico ha analizzato ogni singola caratteristica del gigante di Brema. Nel giro di poche ore è arrivata la spinta di Spalletti a trattarlo e da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. La chiamata del tecnico agli agenti, in vivavoce alla presenza di Woltemade, è stata decisiva. Il giocatore si è sentito importante, l’allenatore ha capito subito che sarebbe arrivato a Torino. E ieri mattina, al netto di una svolta definitiva arrivata in serata, nell’aria c’era già la convinzione di aver messo le mani sul tedesco in prestito. Certo, Nick avrebbe preferito un passaggio a titolo definitivo e non un “affitto” di un anno, ma si è dovuto accontentare. Cosa intravede Spalletti in Woltemade? Spera di creare una sintesi tra le caratteristiche di Sorloth e quelle di Zirkzee. Gli piacciono le qualità tecniche ed è convinto di poter lavorare sulla sua presenza in area di rigore. È sicuro di poter far fruttare i 198 centimetri del classe 2002. Non lo immagina necessariamente alternativo a Kolo Muani, ma può diventare anche complementare alle caratteristiche del francese. Sì, possono giocare insieme. E la partita contro il Parma, soprattutto l’andamento di un primo tempo pieno di cross ma avaro di occasioni dentro l’area di rigore, ha rafforzato le convinzioni del tecnico.

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