Juve, da Dybala fino a Cuadrado e Bernardeschi: e se restassero tutti?

Si entra nel vivo dei rinnovi dei giocatori in scadenza: nessuno dei 5 (l’argentino, i due giocatori ex Fiorentina, De Sciglio e Perin) si vede fuori dal club bianconero. A partire dal colombiano
Juve, da Dybala fino a Cuadrado e Bernardeschi: e se restassero tutti?

TORINO - Sono in cinque e, anche se nel mercato nulla si può escludere a prescindere, non sarebbe strano se all’alba della prossima stagione si ritrovassero tutti insieme alla Continassa. In comune hanno un destino da scrivere, condizionato da un contratto in scadenza il 30 giugno 2022. Volendo, insomma, sarebbero liberi di accordarsi con altri club senza dare preavviso, ma la correttezza dei rapporti tra i dirigenti della Juventus e i procuratori coinvolti fa sì che il feeling con il club bianconero ostacoli (per ora) eventuali tentazioni di fuga. Può succedere di tutto, anche che l’Inter, per esempio, si faccia seriamente sotto per Paulo Dybala. Al momento Beppe Marotta, in compagnia di illustri colleghi in rappresentanza di società inglesi, è affacciato alla finestra nell’attesa di novità dal fronte della Joya. Difficile che la situazione si sblocchi prima del CdA Juve previsto tra il 23 e il 25 febbraio, qualche ora dopo la disputa dell’andata degli ottavi di Champions League a Vila-Real.

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Perlomeno è quello che si aspetta l’entourage della Joya: nessuna convocazione in Italia nell’immediato, con probabile chiusura del cerchio - leggasi: dentro o fuori - entro la fine di febbraio. A marzo, in sostanza, dovrebbe essere finalmente chiaro se il futuro di Dybala possa ancora definirsi juventino. Il prossimo summit (l’ennesimo) tra Jorge Antun e i vertici del club comincerà da un punto fermo: l’argentino guadagna ora 7 milioni netti più bonus non così corposi come quelli previsti in un ipotetico nuovo accordo. Quello che, per la società, dovrebbe ripartire dallo stipendio attuale con una parte variabile più sostanziosa, raggiungibile in base al verificarsi di determinate condizioni (presenze, rendimento, traguardi personali e trofei conquistati). Come dire: più giochi, meglio giochi, più guadagni. E in soldoni, rispetto alla nota proposta da dieci milioni netti con i bonus risalente allo scorso autunno, potrebbe non cambiare granché. L’intesa sia con Dusan Vlahovic, che con il tempo potrà solamente migliorare, sia con Alvaro Morata, nonostante il suo status di juventino a tempo (per adesso), depone a favore di Paulo, che non ha mai pensato a un futuro lontano da Torino e che - raccontano gli spifferi di chi lo conosce bene - faticherebbe assai a “tradire” i bianconeri per passare all’Inter. Ma si tratta di supposizioni in attesa del prossimo summit.

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