Juve, dov’è il vero Kean? Il nodo Everton

L'attaccante ha deluso, ma è in prestito biennale: se vuole cederlo, il club bianconero deve ridiscutere l’accordo con gli inglesi
Juve, dov’è il vero Kean? Il nodo Everton© Marco Canoniero

TORINO - Arrivato in tutta fretta l’estate scorsa, quando la Juventus ha dovuto rimpiazzare Cristiano Ronaldo all’ultimo giorno di mercato, Moise Kean ha avuto un rendimento inferiore alle aspettative della dirigenza bianconera e dello stesso Massimiliano Allegri. E adesso ci si interroga su quale possa essere il suo futuro, considerando però la formula con cui è stato ingaggiato e il lavoro del suo agente, Mino Raiola, che proverà a trovargli una squadra qualora la permanenza a Torino non gli garantisse abbastanza spazio.

La Juventus lo ha preso dall’Everton in prestito biennale e con l’obbligo di riscatto al raggiungimento di determinati obiettivi stagionali (titoli, presenze e gol). Se volesse cedere l’attaccante a fine stagione (il Paris Saint-Germain, che già avrebbe voluto trattenerlo la scorsa estate, sarebbe ancora interessato), dovrebbe ridiscutere tutto l’accordo con il club di Liverpool, il che non è un’impresa facile, altrimenti a Torino sarebbero praticamente costretti a tenere per un’altra annata il giocatore in rosa.

Tradotto in soldi, il club bianconero ha già pagato 3 milioni all’Everton, il costo del prestito per il primo anno, e ne dovrà versare altri 4 per il 2022-23. Per il riscatto, invece, dovrà pagare 28 milioni, più un bonus di 3, ma solo se saranno raggiunti ulteriori obiettivi sportivi. Conti alla mano, si tratta di un’operazione complessiva da 38 milioni, decisamente troppi per un attaccante che viene considerato un gregario e in un momento storico in cui la società sta adottando una politica basata sul rigore, ridiscutendo al ribasso i contratti in scadenza.

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Cresciuto in casa

Neppure l’addio di Paulo Dybala o un eventuale exploit personale in questi ultimi due mesi potrebbe modificare le gerarchie o almeno aiutare a far cambiare opinione sull’annata di Kean. La Juventus, che ha preso Dusan Vlahovic nel corso del mercato invernale e che sta costruendo la squadra attorno a lui, considera una priorità riscattare Alvaro Morata dall’Atletico Madrid e lavorerà su questo fronte prima di preoccuparsi di Kean.

L’azzurro ha giocato poco, è vero, ma lo scarso utilizzo è dettato proprio dal suo essere poco incisivo. Tutti speravano che l’enfant prodige - primo italiano nato negli Anni 2000 a debuttare e segnare in Serie A, in Champions e in Nazionale - cresciuto nella cantera bianconera, potesse compiere il definitivo salto di qualità ritornando a casa, così da contribuire a risollevare le sorti dell’attacco. Invece i numeri parlano da soli: 5 gol (4 in campionato, uno in Champions League) e due assist in 1096 minuti in campo, stesso bilancio di Vlahovic, che però è arrivato a gennaio. Kean è stato decisivo soltanto contro il Malmoe e la Roma, con due centri da tre punti. Da metà gennaio, dal 2-0 contro l’Udinese firmato anche da un suo assist, l’attaccante ha giocato soltanto due volte da titolare in campionato, contro Empoli e Sampdoria, subentrando nelle restanti sette sfide.

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