Miretti-Rovella-Fagioli: non resteranno tutti e tre alla Juve

Si tratta di giovani centrocampisti ormai già pronti, ma Allegri ha abbondanza in quella posizione e vuole che giochino: ecco dove potrebbero andare
Miretti-Rovella-Fagioli: non resteranno tutti e tre alla Juve

TORINO - Il mielato piacere dell'abbondanza assicura un ampio e variegato ventaglio di soluzioni, ma impone delle scelte. Allegri ha saggiato lo stato d'animo nel corso dell'estate, quando numerosi giovani sono stati aggregati alla prima squadra, ma ora per lui rintocca l'ora delle decisioni: c'è un bivio e ci sono dei ragazzi da indirizzare. Perché diversi sono stati reputati già pronti, ma quasi tutti convergono nello stesso ruolo. E il rischio, allora, diventa quello di sottrarsi vicendevolmente uno spazio che già non potrà essere esagerato. Il nocciolo della questione si annida a centrocampo, dove il vivaio bianconero negli ultimi anni è stato particolarmente generoso. Al fianco di una fonte d'ispirazione come Locatelli, giovane e azzurro proprio come loro, al momento si stanno allenando Nicolò Fagioli, Fabio Miretti e Nicolò Rovella. In rigoroso ordine alfabetico perché non esiste una particolare gerarchia tra elementi anche piuttosto differenti per caratteristiche tecniche e fisiche. «Un conto è valutare che un giovane sia bravo, un altro scegliere il percorso giusto per lui: tutti loro sono molto bravi, ma è controproducente trattenerli insieme e poi non farli giocare - il pensiero del tecnico bianconero alla vigilia della gara con il Sassuolo -. Con la società non abbiamo ancora deciso chi, ma ne rimarranno uno o due: gli altri andranno a giocare altrove. Dipende da come evolverà il mercato e da quello che succederà nei prossimi venti giorni». Secondo uno scenario che traccia due binari paralleli: quello che riguarda gli eventuali innesti in mezzo al campo e quello che concerne infortuni, guarigioni o ricadute nella zona nevralgica dello scacchiere.

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La premessa di Allegri, in ogni caso, è chiara: uno o due, di certo non tre. E infatti, salvo repentini colpi di scena, a salutare la comitiva sarà innanzitutto Rovella. Questione di tempo, più che di decisioni ancora da prendere: con il Monza è tutto concordato per un prestito secco, ma soltanto all'indomani di un esordio stagionale che questa sera ridurrà all'osso le opzioni nella mediana bianconera. L'ex Genoa, rispetto ai compagni-antagonisti, paga sicuramente il fatto di non essere un CTP, dunque di occupare in caso di permanenza un posto in lista: anche per questo è a un passo da unirsi, in Brianza, a un altro talento bianconero del centrocampo come Filippo Ranocchia.

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Per i restanti due profili, appunto, decideranno i prossimi venti giorni. E, in primo luogo, le evoluzioni di mercato, con Paredes smanioso di atterrare a Torino a patto che la Juventus gli riesca a far posto con un’uscita di peso (leggi alla voce Rabiot allo United). In questo caso, per sovrapposizione di caratteristiche con l’argentino, la conferma a rischio sarebbe quella di un playmaker come Fagioli, anche a dispetto del recente prolungamento di contratto fino al 2026. Un attestato di fiducia a prescindere e non una garanzia di permanenza, pur dopo l’ottima stagione alla Cremonese, club che nelle scorse settimane aveva sondato il terreno per riaverlo con sé anche in Serie A. I ragionamenti, però, vanno oltre il mercato e coinvolgono anche l’infermeria, a maggior ragione dopo uno stop serio come quello di Pogba. Ecco perché non è escluso che Fagioli e Miretti vengano confermati a braccetto in una rosa che - causa Mondiale in inverno - dovrà affrontare un calendario frenetico su tutti i fronti. Il canterano classe 2003 è al momento più indietro di condizione, essendosi aggregato solo da dieci giorni dopo l’Europeo Under 19, ma ad Allegri piace molto, soprattutto per l’attitudine a giocar palla sempre in avanti e mai indietro. Una caratteristica che gli è valsa 7 presenze lo scorso anno e una concreta speranza di restare in bianconero - colori che indossa da quando ha 8 anni - oggi.

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