In Montenegro si sprecano i paragoni con le leggende Savicevic, Mijatovic, Jovetic, Vucinic...
"Lui ha tutta una carriera davanti a se, almeno una quindicina d’anni e più. Deve ancora dimostrare il suo valore in un grande campionato europeo e trovare la regolarità di rendimento. Ma la potenzialità e la classe sono quelle dei suoi illustri predecessori. Ha tutto per diventare uno dei più grandi nella storia del calcio targato 'Crna Gora'... D’altronde se uno dei più noti club d’Europa come la Juventus, regina della Serie A, ha deciso di fare un importante investimento su di lui, significa sì che s’aspetta molto da lui, ma anche e soprattutto che lo considera un talento degno di indossare la maglia bianconera... ".
Lei a chi lo paragonerebbe?
"Difficile dire un solo nome. Lui ha tante doti, un po’ quelle di un calciatore, un po’ di un altro o di altri ancora. È un centrocampista duttile, eclettico. Per me un misto fra Gerrard, De Bruyne, Bellingham e anche un ex juventino: il mio connazionale 'Vlado' Jugovic, elemento tatticamente e strategicamente molto importante per i trionfi di Lippi".
La dote migliore in assoluto?
"Una sola? E come faccio?".
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