De Ketelaere e il paradosso del Milan

Nulla di fatto pure dopo il pranzo a Lugano. Come per il rinnovo di Maldini e Massara, l'estate rossonera va avanti a passo di lumaca
De Ketelaere e il paradosso del Milan

MILANO. La vicenda, inizia a essere surreale, un po’ come il rinnovo - arrivato soltanto al fotofinish - di Paolo Maldini e Frederic Massara. Ieri è andato in scena un nuovo round tra Milan e Bruges, stavolta a Lugano. Nel menù sempre Charles De Ketelaere, stella polare della campagna rafforzamento rossonera. Il pranzo in riva al lago non ha dato i frutti sperati se è vero che le parti sono rimaste sulle rispettive posizioni (in tal senso ci si chiede perché abbiano perso tempo a rivedersi). Fatto sta che la distanza tra Milan e De Ketelaere è sempre di tre milioni, un Everest per questa strana estate rossonera. Il piano B è pronto e risponde ai connotati di Hakim Ziyech, in uscita dal Chelsea, però - se dovesse fallire la trattativa per De Ketelaere sarà un’impresa far capire ai tifosi il perché, vista l’importanza del giocatore per il disegno tattico di Stefano Pioli, la risibile (a latitudini calcistiche) distanza tra le parti e la ferrea volontà del giocatore, neanche convocato per l’ultima gara di campionato giocata dal Bruges. Intanto i giorni passano e il Milan, rispetto a una concorrenza che corre, sembra sempre piantato sui blocchi. Non il miglior modo per pensare di difendere lo scudetto vinto a maggio in volata sull’Inter.

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