Toro, svolta Vanoli: il Venezia ora tratta

Con Di Francesco prenotato dal club veneto, sono ripartite le discussioni sulle contropartite
Toro, svolta Vanoli: il Venezia ora tratta© CALCIO

Eppur (qualcosa) si muove. L’approdo ormai sicuro di Di Francesco sulla panchina del Venezia ha impresso in questi primi giorni della settimana una nuova svolta nelle trattative che Vagnati sta conducendo con il ds dei lagunari, Antonelli, per la risoluzione contrattuale di Vanoli. Le distanze sono ancora significative, la sensazione è che ci sarà ancora parecchio da trattare, ma qualche passo in avanti è stato mosso, intanto. E lascia pensare che possa portare a una fumata bianca in qualche modo favorevole al Torino sotto l’aspetto economico, se rapportata alla situazione di partenza (il valore in sé e per sé della clausola rescissoria che pende sul capo del tecnico: un milione, ora che il Venezia è salito in A; se la squadra arancioneroverde fosse rimasta in B, la clausola peserebbe per 600 mila euro).

Torino-Vanoli, la situazione

Si parte pur sempre da quella doppia contrapposizione. Il Venezia, per bocca del suo presidente, l’americano Niederauer, ha chiesto il pagamento integrale cash della clausola: già soltanto per una questione di principio, anche perché l’addio di Vanoli è stato decisamente mal digerito (l’allenatore della promozione in A è stato oggetto di pesanti critiche, ai piani alti del club) e severamente discusse sono state pure certe manovre di avvicinamento del Torino prima e durante i playoff del Venezia. Sull’altro versante, tuttavia, Vagnati continua a giocare la sua partita speculativa, d’intesa con Cairo. Il Torino ha già in mano da tempo l’accordo con Vanoli, non ci sono assolutamente dubbi sul futuro (pro memoria: 2 anni di contratto più opzione per un prolungamento sino al 2027, con ingaggio a quota un milione netto abbondante, dunque più alto di 300 mila euro rispetto allo stipendio nel Venezia; in aggiunta, premi in caso di qualificazione in Europa o della vittoria della Coppa Italia).

Torino-Venezia, il mercato

Solo da due o tre giorni il Venezia è riuscito a sconfiggere l’Empoli nella corsa a Di Francesco, dopo aver vissuto un prolungato periodo caratterizzato da grandi preoccupazioni e tormenti, nella scorsa settimana. E ciò aveva nei fatti legato le mani ad Antonelli. Al contrario, adesso il Venezia ha preso a trattare. Come detto, le distanze sono ancora significative (il Torino è salito a 500 mila euro: in pratica, clausola dimezzata), ma ora anche il ds dei lagunari sta cercando di trovare una quadra prendendo in esame con Di Francesco (adesso è possibile) anche l’inserimento di una o più contropartite tra i giocatori che offre Vagnati (Radonjic, Karamoh oppure Seck a titolo definitivo: tutti e tre sono fuori dai programmi del Torino e hanno il contratto in scadenza già nel ‘25). Di Francesco per ora ha bocciato Seck (lo ha avuto a Frosinone da gennaio in prestito: 11 presenze di cui solo 3 da titolare, ultimo impiego a metà aprile). Il Venezia sta cercando almeno due jolly per l’attacco, esterni offensivi, ali in stile Radonjic. E dopo l’anno in prestito vorrebbe tenere il terzino destro Dembelé, di proprietà del Torino. Vagnati, per lubrificare i dialoghi, ha offerto anche il prestito con diritto dei giovani Ilkhan (centrocampista) e Horvath (trequartista). Quanto a Dembelé, il dt non vuole perderne il controllo, viste le qualità: in caso di prestito con diritto, il Torino vorrebbe imporre un controdiritto di riscatto.
Il Venezia ha bisogno di rinforzi in tutti i reparti, il Torino dal canto suo ha diversi esuberi da piazzare. In più, Di Francesco può essere tesserato ufficialmente solo se in precedenza Vanoli avrà risolto il contratto col Venezia e la dirigenza veneta ha urgenza di muoversi sul mercato con le mani libere in panchina (decisamente meno agevole è continuare ad attendere: i lagunari hanno bisogno di mandare messaggi chiari sul mercato e all’interno del proprio spogliatoio). Da questo braccio di ferro, gestito dal Torino con evidenti atteggiamenti speculativi nei rapporti di forza tra i due club, si dovrà ora capire se un compromesso sarà inevitabile per il Venezia per esigenze sia pratiche (il decollo del mercato in entrata) sia temporali (la necessità di blindare Di Francesco, tesserandolo post risoluzione di Vanoli; dal canto suo, invece, il Torino potrà pur sempre pagare la clausola a fine mese, se proprio sarà ineludibile).

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