TORINO - Un solo calcio di rigore fa la differenza tra Atletico Madrid e Bayer Leverkusen, finita 1-0 tra tempi regolamentari e supplementari, 4-2 dopo i rigori che fanno saltar dalla panchina Diego Simeone e il suo rissoso Sancho Panza, Mono Burgos.
LE FORMAZIONI - Senza Godin e Tiago squalificati, Simeone schiera Moyà in porta con Juanfran, Gimenez, Miranda e Gamez in difesa. Davanti Griezmann e Mandzukic confermati nonostante il periodo poco caldo sotto porta, solo panchina per Torres. Arda Turan e Koke (miglior assist-man della competizione) a spruzzare fantasia. Roger Schmidt conferma modulo e uomini fidati, confidando nella vena del turco Calhanoglu, dietro alle statistiche dei tiri in porta di Champions solo a Messi e Cristiano Ronaldo.
RITMO E GOL - Nello stadio di casa, il rovente Calderon, difficilmente l'Atletico sbaglia l'approccio alle partite, spinto da un pubblico fantastico. In Europa lo stadio di casa è un autentico fortino, in cui i Colchoneros non prendono gol da marzo del 2014, ad opera di Kakà, agli ultimi sussulti milanisti. Il ritmo iniziale è infatti serratissimo e Koke e il francese Griezmann sono spiritati. Al 23esimo tegola per l'Atletico, che perde il portiere Moyà, al suo posto Oblak. Da un'azione 'batti e ribatti' nasce il vantaggio dei padroni di casa, complice una deviazione dello sloveno Toprak su tiro di Mario Suarez. 1-0 e palla al centro al 27esimo e il Bayer a guardare. Il gol dell'Atletico viene dopo ben 232 minuti di astinenza in Champions. In attacco infatti pare un po' appannato Mandzukic, su cui si riversano chiacchiere spagnole di un rapporto non proprio idilliaco con Simeone. Il croato riesce solo a divincolarsi una volta dai difensori tedeschi, ma giunto in area è lento e si fa recuperare.
MOSSE CHOLO - Simeone nel secondo tempo si gioca le carte migliori dalla panchina per provare a scuotere una gara intensa dal punto di vista nervoso, molto fallosa, ma con poche occasioni da gol. Dentro Fernando Torres per Mandzukic e Raul Garcia per Cani, ma niente da fare. Il Bayer, che in Bundesliga è una della squadre che segna di più, non produce neanche un'occasione da rete. Schmidt chiama in panchina Drmic e Son per Rolfes e Kiessling. I tempi regolamentari finiscono dopo 4 minuti di recupero, assegnati dall'arbitro Rizzoli.
TEMPI SUPPLEMENTARI - Dopo 6 minuti si scatena l'inferno: Simeone è furibondo per una gomitata volontaria di Rolfes sullo zigomo di Raul Garcia, che perde visibilmente sangue. Ma Rizzoli non si accorge di a e deve minacciare Simeone di espulsione per rimetterlo nei ranghi. Gara caldissima, come all'andata, con ben 8 cartellini gialli e uno rosso. Del resto il Bayer è la squadra della competizione che commette più falli, al contrario dell'Atletico, che è quella che ne subisce di più, anche se non si direbbe. Tanti calci e proteste, insomma, di tiri in porta neanche l'ombra. Al 106esimo Arda Turan, molto opaco, pesca Raul Garcia in area, destro veloce e potente, ma risposta di Leno. La risposta (primo tiro della gara) del Bayer non si fa attendere con un sinistro maligno di Rolfes, che finisce fuori di un soffio, provocando un secondo di silenzio e brividi al Calderon.
CALCI DI RIGORE - Il dentro o fuori per i quarti tra Atletico Madrid e Bayer lo determinano i rigori e i due portieri, Oblak, sloveno di 22 anni e Leno, tedesco di 23. La sequenza: Raul Garcia (fuori), Calhanoglu (parato), Griezmann (gol), Rolfes (gol), Suarez (gol), Toprak (fuori), Koke (parato), Castro (gol), Torres (gol), Kiessling (fuori). E con l'errore del suo calciatore più famoso, Kiessling (in lacrime), il Bayer saluta la Champions, tra le lacrime dei tedeschi e la gioia del Cholo che passa ai quarti.
Atletico Madrid-Bayer Leverkusen 4-2 (dcr) tabellino, formazioni, cronaca, statistiche
LE FORMAZIONI - Senza Godin e Tiago squalificati, Simeone schiera Moyà in porta con Juanfran, Gimenez, Miranda e Gamez in difesa. Davanti Griezmann e Mandzukic confermati nonostante il periodo poco caldo sotto porta, solo panchina per Torres. Arda Turan e Koke (miglior assist-man della competizione) a spruzzare fantasia. Roger Schmidt conferma modulo e uomini fidati, confidando nella vena del turco Calhanoglu, dietro alle statistiche dei tiri in porta di Champions solo a Messi e Cristiano Ronaldo.
RITMO E GOL - Nello stadio di casa, il rovente Calderon, difficilmente l'Atletico sbaglia l'approccio alle partite, spinto da un pubblico fantastico. In Europa lo stadio di casa è un autentico fortino, in cui i Colchoneros non prendono gol da marzo del 2014, ad opera di Kakà, agli ultimi sussulti milanisti. Il ritmo iniziale è infatti serratissimo e Koke e il francese Griezmann sono spiritati. Al 23esimo tegola per l'Atletico, che perde il portiere Moyà, al suo posto Oblak. Da un'azione 'batti e ribatti' nasce il vantaggio dei padroni di casa, complice una deviazione dello sloveno Toprak su tiro di Mario Suarez. 1-0 e palla al centro al 27esimo e il Bayer a guardare. Il gol dell'Atletico viene dopo ben 232 minuti di astinenza in Champions. In attacco infatti pare un po' appannato Mandzukic, su cui si riversano chiacchiere spagnole di un rapporto non proprio idilliaco con Simeone. Il croato riesce solo a divincolarsi una volta dai difensori tedeschi, ma giunto in area è lento e si fa recuperare.
MOSSE CHOLO - Simeone nel secondo tempo si gioca le carte migliori dalla panchina per provare a scuotere una gara intensa dal punto di vista nervoso, molto fallosa, ma con poche occasioni da gol. Dentro Fernando Torres per Mandzukic e Raul Garcia per Cani, ma niente da fare. Il Bayer, che in Bundesliga è una della squadre che segna di più, non produce neanche un'occasione da rete. Schmidt chiama in panchina Drmic e Son per Rolfes e Kiessling. I tempi regolamentari finiscono dopo 4 minuti di recupero, assegnati dall'arbitro Rizzoli.
TEMPI SUPPLEMENTARI - Dopo 6 minuti si scatena l'inferno: Simeone è furibondo per una gomitata volontaria di Rolfes sullo zigomo di Raul Garcia, che perde visibilmente sangue. Ma Rizzoli non si accorge di a e deve minacciare Simeone di espulsione per rimetterlo nei ranghi. Gara caldissima, come all'andata, con ben 8 cartellini gialli e uno rosso. Del resto il Bayer è la squadra della competizione che commette più falli, al contrario dell'Atletico, che è quella che ne subisce di più, anche se non si direbbe. Tanti calci e proteste, insomma, di tiri in porta neanche l'ombra. Al 106esimo Arda Turan, molto opaco, pesca Raul Garcia in area, destro veloce e potente, ma risposta di Leno. La risposta (primo tiro della gara) del Bayer non si fa attendere con un sinistro maligno di Rolfes, che finisce fuori di un soffio, provocando un secondo di silenzio e brividi al Calderon.
CALCI DI RIGORE - Il dentro o fuori per i quarti tra Atletico Madrid e Bayer lo determinano i rigori e i due portieri, Oblak, sloveno di 22 anni e Leno, tedesco di 23. La sequenza: Raul Garcia (fuori), Calhanoglu (parato), Griezmann (gol), Rolfes (gol), Suarez (gol), Toprak (fuori), Koke (parato), Castro (gol), Torres (gol), Kiessling (fuori). E con l'errore del suo calciatore più famoso, Kiessling (in lacrime), il Bayer saluta la Champions, tra le lacrime dei tedeschi e la gioia del Cholo che passa ai quarti.
Atletico Madrid-Bayer Leverkusen 4-2 (dcr) tabellino, formazioni, cronaca, statistiche
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League