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Juventus-Real, Allegri: «Chiedo ai ragazzi un ultimo sforzo»
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Juventus-Real, Allegri: «Chiedo ai ragazzi un ultimo sforzo»

Il tecnico durante la conferenza allo Stadium: «Sarà una grande finale, i dettagli faranno la differenza»twitta

lunedì 29 maggio 2017

di Guido Vaciago

TORINO - Massimiliano Allegri ha già la maglietta per l’allenamento, un segnale: non c’è tempo da perdere e soprattutto c’è voglia di buttarsi nella settimana di passione che porta alla finale di Cardiff e iniziata con la conferenza stampa del media day aperta dal tecnico con il ricordo della tragedia dell'Heysel nel 1985.

Buongiorno Allegri, c’è un ottimismo mediatico: è da combattere?

«Beh, intanto c’è da preparare la partita con grande serenità, senza l’ansia di doverla preparare ogni giorno altrimenti arriveremo a sabato non pronti. L’ottimismo ci deve essere, ma non bisogna dire che siamo favoriti: giochiamo con il Real che ha vinto due Champions delle ultime tre. E’ una squadra che è abituata a giocare le finale, così come è abituata la Juventus. Bisogna avere la consapevolezza che i favoriti sono loro»

Si è parlato molto del cambio di sistema, tornare alla BBC sarebbe l’atntidoto contro il Real?

«Può essere Buffon, Bonucci e Chiellini… ma abbiamo anche Benatia, ci sono un sacco di B e C, è un casino (ride, ndr). Sarà una grande finale, i dettagli faranno la differenze e sappiamo che giochiamo contro il Real Madrid».

Come definisci i tuoi giocatori?

«Fantastici e li ringrazio per quello che hanno fatto finora. Devono fare l’ultimo sforzo. Sabato è una finale di Champions, dobbiamo avere più motivazioni di loro. Campionato facile? Macché: fare 91 punti non era facile. Vincere la Coppa Italia non era assolutamente semplice».

Le tre parole che userà di più?

«Oggi faccio allenamento e vedrò cosa dire loro. Ma non c’è da dire, c’è da fare. E senza ansia. E’ un evento meraviglios, ce lo siamo meritati, i ragazzi lo hanno regalato a tutti, siamo fiduciosi e con convinzione maggiore rispetto a due anni fa».

C’è qualche dubbio?

«Siamo a lunedì, mancano cinque giorni. Devo vedere come si evolve la settimana. Ottima situazione fisica, mentale ancora di più. Faremo un allenamento al giorno e poi andremo a Cardiff».

Vedo che stressa molto l’aspetto emotivo: al di là dell’esperienza lavorerete sotto il profilo psicologico?

«Mah… Questa squadra è migliorata molto nell’accendere e spegnere l’interruttore nei momento giusti. Ora bisogna accendere, poi spegnere. L’importante è attaccarlo al momento giusto, 20.45 di sabato».

Da Berlino a oggi c'è stata una grande crescita...

«Costante e continua da parte di tutti, la Juventus si deve abituare a stare stabilmente fra le prime 8. E quindi deve viverla con più serenità e senza ansia. E disperdere meno energie possibili».

Nel 2014 c’era - ha i detto - «un po’ di cupezza riguardo la Champions». Come affronti la «sindrome da finali perse»?

«E’ una partita importante, ma nella quale i ragazzi devono fare le stesse cose fatte negli ultimi anni. Quando sono arrivato c’era un alone di negatività che faceva paura… Anche adesso sento dire: le finali le abbiamo sempre perse. Ma qui devono mettersi in testa che la Juventus ne ha giocate 8, non bisogna vederla con l’ottica di “ne ha perse 7”, ma ne ha giocate 8! Perché una finale è una cosa straordinaria a prescindere da come finisce. Tutta questa negatività è una roba brutta».

Il Real ha dubbi di formazione...

«Ma loro hanno riserve eccellenti e grande equilibrio che ha dato loro Casemiro»

La Juventus può tornare a giocare un’altra finale nel giro dei prossimi tre anni?

«La Champions è una competizione imprevedibile, ma come logica la Juventus ha una squadra importante. Per restare a questi livelli servono grandi campioni. Difficili da comprare, ma so che la società sta già operando».

Ti aspettavi questo feeling tra Higuain e Dybala già nella loro prima stagione insieme?

«Dybala e Higuain ci hanno messo un po’ a trovare l’intesa e nella conoscenza tra di loro, ma ci hanno lavorato e sono stati molto bravi e anche il cambio di modulo li ha aiutati. Hanno una grande intesa ora».

Hai un approccio molto calmo nei confronti della finale: servirà anche a Higuain che passa per quello che non decide le finali?

«Lui deve fare una partita giusta, come ha sempre fatto finora. E magari segna in finale. Per me farà una grande finale».

C’è un suo collega che farà da Crotone a Torino in bici, se vinci la Champions cosa farai?

«La bici non fa per me. Ho fatto 8 chilometri in salita e ho riconsegnato la bicicletta. Mi piace il ciclismo, ma non la bici. Faccio i complimenti al Crotone e complimenti a Nicola, perché non ha mai perso di vista l’obiettivo anche se mi dispiace per l'Empoli».

Cosa cambia rispetto a due anni fa?

«C’è stato un percorso di crescita e di autostima, quando si va a giocare la Champions e queste partite. Mi lascia molta serenità nei confronti della finale».

In cosa è cresciuto Allegri?

«Sono cresciuto nella metodologia di lavoro, nel confrontarmi, nell’analizzare i miei errori. A me arrivare in finale di Champions mi dà una gioia immensa, mi ritengo fortunato a sedermi in panchina sabato a Cardiff».

La Juventus è cresciuta mentalmente, quella di due anni fa eliminò il Real. Oggi lo affronta: che Real affronterà?

«Il Real è cresciuto molto nella seconda parte della stagione. Complimenti a Zidane per aver trovato l’equilibrio con Casemiro».

Zidane è bravo?

«Vincere la Liga e la Champions al primo anno non è cosa da tutti. Gestire una grande squadra non è facile, ci sono tanti aspetti o sfaccettatura che possono cambiare in positivo o in negativo una stagione».

Hai vinto tanto con il Milan e soprattutto con la Juventus: questa è la partita più importante della tua carriera?

«E’ la seconda partita più importante, la prima l’ho persa a Berlino. Stavolta bisogna portare a casa questa coppa. Sfida lunga e affascinante».

Stai preparando il piano A con Isco e il piano B con Bale?

«Oggi no, perché vedete l’allenamento! Con Bale più ordinati e meno fantasiosi, con Isco meno ordinati e più fantasiosi».

Ansia, tranquillità, equilibrio, consapevolezza e fame: qual è la cosa più importante?

«Equilibrio. Perché non c’è rivincita. Forza mentale per rimanere dentro la partita che si può capovolgere in qualsiasi momento. Forza mentale».

 

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