Dani Alves shock: «Astori? Muoiono tanti bambini...»

Il terzino ex Juventus, ora al Psg, prima della sfida di Champions con il Real Madrid: «La morte del capitano viola non ci ha turbato più di tanto perché non lo conoscevamo»

© AFPS

TORINO - Se in campo cerca sempre lo spettacolo e ha preferito andare nel Psg delle stelle piuttosto che rimanere in una Juventus considerata forse troppo debole per conquistare la Champiosn League, Dani Alves ha invece mostrato poca eleganza e un gelido cinismo quando - alla vigilia della sfida contro il Real Madrid negli ottavi della massima competizione europea (all'andata è finita 3-1 per gli spagnoli) - ha risposto così a una domanda sulla morte di Davide Astori, 31enne capitano della Fiorentina«Non ne siamo stati perturbati più di tanto - ha detto il terzino brasiliano - perché non lo conoscevamo molto. Sono addolorato per la sua famiglia. Penso che Davide abbia fatto quel che doveva in questo mondo caotico e che ormai sia in un mondo migliore. Nel mondo però ogni giorno muoiono di fame migliaia di bambini che non ricevono altrettanta attenzione. E sono invece altrettanto importanti. Tutti dobbiamo morire prima o poi perché siamo di passaggio. Magari siamo tristi, ma non di certo come i suoi famigliari». Frasi infelici come quelle postate su Instagram di recente, quando è stato protagonista di un'altra uscita discutibile. Andiamo a scoprire quale...

 

DANI A "LUCI ROSSE"

Espulso per condotta antisportiva nel secondo tempo della gara di campionato persa a gennaio dal Psg sul campo del Lione, Dani Alves aveva poi postato su Instagram l'immagine del suo testa a testa con l'arbitro oggetto delle sue proteste e a corredo delle frasi discutibili... «Le decisioni sono state già prese, la battaglia è stata già persa, io però continuo a pensare che l’arbitro abbia commesso un errore con la sua decisione. Da quando non essere d’accordo equivale a mancare di rispetto? Se vogliono incolparmi possono anche farlo, è gratis, ho le spalle molto larghe ed un bel palo... che mi permette di restare sempre in piedi».


 

 

 

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