Villarreal-Juve 2-2: Gatti in rovesciata, Conceicao show Champions ma Renato Veiga al veleno

Altro pari per i bianconeri dopo il 4-4 con il Borussia Dortmund, ma stavolta i bianconeri gettano via la vittoria
Villarreal-Juve 2-2: Gatti in rovesciata, Conceicao show Champions ma Renato Veiga al veleno© Getty Images

Una vittoria buttata dopo una reazione eccezionale che aveva ribaltato la partita in uno stadio difficile, in una notte di Champions che poteva essere pietra miliare della stagione e invece finisce, come altre, nelle occasioni perse. La Juventus pareggia 2-2 in casa del Villarreal dopo il 4-4 con il Borussia Dortmund, mostrando pregi e difetti di una squadra piena di talento ma tanto giovane quanto ingenua, mettendo in campo un grandissimo carattere ma anche perdendosi in errori gratuiti e di pochezza tecnica improponibili su questi livelli e palcoscenici.

Da una notte del genere ci si può portar via cose positive e crescere o conservare quei lati negativi che possono intristire la stagione: ha ragione Chiellini prima della partita a dire che saranno queste settimane a dire a che livello è la Juve: al momento, con Milan e Real Madrid davanti, la sensazione è che la quadra sia ancora da trovare ma anche che ci siano gerarchie che si stanno delineando, anche se in costruzione. Conceicao è indispensabile a questa squadra, David davanti è un centravanti vero e merita il posto da titolare, Koopmeiners trequartista è un esperimento da terminare prima di subito. 

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Juve senza Bremer e Thuram. Marcelino, la regia di Parejo

Tudor cambia ancora: niente Openda né Vlahovic, torna David centravanti titolare con Yildiz e Koopmeiners a supporto, per l'olandese licenza di attaccare. Cambiaso cambia fascia, va a destra con Cabal che entra negli undici di partenza. Kalulu retrocede nei tre con Gatti e Kelly per ovviare all'assenza di Bremer, Locatelli e McKennie in mezzo dove manca Thuram. Perin in porta, alternanza con Di Gregorio spiegata serenamente da Tudor nel prepartita. Nei Sottomarini Gialli di Marcelino e del suo canonico 442, impossibile non sottolineare la presenza dell'ex Juve Renato Veiga oltre all'ex Inter Buchanan. In mezzo fuori i muscoli di Partey: scelta l'esperienza di Parejo, che già ha avuto la gioia di battere la Vecchia Signora in carriera. Davanti Pepè e il georgiano Mikautadze.

Pepé fa impazzire Cabal, ko tra le lacrime

Koopmeiners trattenuto, punizione per la Juve. Pepé trattenuto da Cabal, punizione e giallo per il bianconero, il cui intervento era stato più plateale e a ridosso dell'area. Ancora Pepé si beve Cabal che va a terra in area dopo una sbracciata sul fianco, il direttore di gara Kovacs non ravvisa estremi per un penalty. La Juve rischia, Pepé scatenato taglia dalla fascia al centro saltando tutta la Juve tranne Gatti, che resta in piedi e gli mura il sinistro a incrociare destinato alla porta. Purtroppo per Tudor la partita del colombiano dura 15', problema muscolare che appare subito grave. Dentro Joao Mario, Cambiaso torna a sinistra. 

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Mikautadze non perdona. Perin e il palo, Juve barcolla

Siamo comunque al preludio del gol dei padroni di casa, velocissimi a ripartire in contropiede (verticalizzazione di Parejo) sempre sulla destra, Gatti controlla Mikautadze ma Cambiaso non riesce a togliergli la palla, carambola che favorisce Pepé e pallone restituito al compagno di squadra per il tap in comodo a pochi metri da Perin. La Juve si disunisce, Pedraza sulla sinistra si infila dalla difesa fino in area, conclusione in diagonale che Perin respinge grazie all'aiuto del palo. Sul capovolgimento di fronte occasionissima per McKennie di testa su un pallone respinto male dal portiere Tenas, che si rifà con un guizzo felino mettendo in angolo. Il texano ci riprova poco dopo, sparando alto da buona posizione.

Yildiz spaesato, Koop terribile, Buchanan vicino al 2-0

Buon per i bianconeri che gli spagnoli si rintanino nella loro metà campo, lasciando a Locatelli e compagni il tempo di riorganizzarsi e di provare una reazione. Ma Yildiz è spaesato e cicca conclusioni che avrebbe messo dentro senza patemi, Koopmeiners sbaglia passaggi semplici a ripetizione, David si sbatte ma non si capisce perché a giocare con lui non ci sia Zhegrova, con il quale si conosce da una vita e si trova ad occhi chiusi, comunque è il canadese a sfiorare il pari alla mezz'ora con un colpo di testa in una fiera di errori offensivi da far rabbrividire, mentre si va all'intervallo sull'1-0 solo grazie a Perin e al suo intervento su Buchanan a botta sicura.

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In mezzo, e vabbeh. Ma davanti qualcosa può cambiare

Avercelo uno come Dani Parejo, avrà pensato Tudor guardando le verticalizzazioni dello spagnolo a tagliare a fette i reparti della sua Juve in lungo e in largo. E fino qui nulla quaestio, perché Locatelli canta e porta la croce dell'interdizione e della regia insieme, con McKennie incursore e Koopmeiners riempitivo di una trequarti dove fa la differenza ma a favore degli avversari. Però se c'è David davanti che non si incontra con i compagni - anche perché finora ci ha giocato insieme con la continuità del decimo chiamato all'ultimo momento a calcetto - magari pensare di farci giocare insieme Zhegrova, che lo assiste dal 2022, non sarebbe una cattiva idea.

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Uragano Conceicao, Gatti in rovesciata e poi Chico!

Come annunciato, e forse anche anticipato, il secondo tempo è quello di Conceicao: il suo ingresso, al posto di Koopmeiners, è l'epifania che la Juventus aspettava perché il piccolo portoghese si mette sulle spalle la squadra e la trascina alla rimonta. Prima mette David a porta vuota a due metri, con il canadese che cicca come il Vlahovic della peggior serata disturbato da una deviazione quasi impercettibile di un difensore, poi fa tutto da solo intuendo un errore in fase di costruzione di Dani Parejo e involandosi verso la porta infilando il raddoppio alle spalle del portiere. Golazo, ma prima? Eh, prima c'era stato un 1-1 senza senso, di quelli che si raccontano ai nipotini ma da parte di tutti i nonni tifosi, una rovesciata meravigliosa di Gatti in area a gelare tutto lo stadio.

Traversa David, la Juve non la chiude e Renato Veiga al 90' fa male

Due gol in cinque minuti, partita ribaltata, una Juve così di cattiveria a riprendere la partita non la si ricordava in Europa dall'uno-due esiziale disegnato da Dybala e Higuain col Tottenham. Entusiasmo e tecnica, bianconeri trasformati, David ha il pallone del colpo di grazia ma il suo tocco sotto impatta sulla traversa a portiere battuto a meno di venti minuti dalla fine, Marcelino rivoluziona la squadra buttando dentro forze fresche e viene premiato dal forcing finale con il colpo di testa dell'ex Renato Veiga al 90' che toglie la vittoria ai bianconeri arrivati senza energie a giocarsi gli ultimi minuti. 

 

 

 

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Una vittoria buttata dopo una reazione eccezionale che aveva ribaltato la partita in uno stadio difficile, in una notte di Champions che poteva essere pietra miliare della stagione e invece finisce, come altre, nelle occasioni perse. La Juventus pareggia 2-2 in casa del Villarreal dopo il 4-4 con il Borussia Dortmund, mostrando pregi e difetti di una squadra piena di talento ma tanto giovane quanto ingenua, mettendo in campo un grandissimo carattere ma anche perdendosi in errori gratuiti e di pochezza tecnica improponibili su questi livelli e palcoscenici.

Da una notte del genere ci si può portar via cose positive e crescere o conservare quei lati negativi che possono intristire la stagione: ha ragione Chiellini prima della partita a dire che saranno queste settimane a dire a che livello è la Juve: al momento, con Milan e Real Madrid davanti, la sensazione è che la quadra sia ancora da trovare ma anche che ci siano gerarchie che si stanno delineando, anche se in costruzione. Conceicao è indispensabile a questa squadra, David davanti è un centravanti vero e merita il posto da titolare, Koopmeiners trequartista è un esperimento da terminare prima di subito. 

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