Bodo Glimt, lo scouting dietro la solidità del club
Come lavora il Bodo/Glimt sullo scouting? «Svolgiamo un lavoro in sinergia con le scuole e le università, ci affidiamo ai dati come in gran parte d'Europa. E poi seguiamo tantissimo i talenti locali, al massimo ci spingiamo fino alla Svezia o alla Danimarca. Chiaramente qui esistono delle oggettive difficoltà logistiche, in particolare qui a Bodo. Ma ogni giorno lavoriamo con la solita filosofia: "Come possiamo migliorare rispetto a ieri?". Ecco, non ci accontentiamo mai di crescere».
Negli ultimi 5 anni il Bodo/Glimt è diventato un club solido e riconoscibile. Dove vi troveremo nei prossimi 5 anni? «Tutto passa dal nuovo stadio, che sarà pronto non prima del 2027: speriamo di contare su un impianto che possa ospitare 10 mila spettatori. Ma di sicuro non ci indebiteremo e non cambieranno i nostri budget, che finora non tengono in conto il cammino che riusciamo a compiere in Europa. Pensiamo in grande, ma coi piedi per terra: anche quando abbiamo ceduto i nostri talenti siamo stati bravi a non perdere la nostra identità».
