Juve-Pafos 2-0: McKennie, una magia tiene vivi i sogni Champions. David gol e abbraccio a Spalletti

Spalletti continua la rimonta europea a tappe forzate, seconda vittoria consecutiva e playoff vicinissimi
Juve-Pafos 2-0: McKennie, una magia tiene vivi i sogni Champions. David gol e abbraccio a Spalletti© LAPRESSE

"La Juve non sbaglia due partite di seguito": è emozionante per il popolo bianconero sentire vivo di nuovo questo motto, ormai impolveratosi sotto anni di sofferenze sportive autoinflitte (ma soprattutto indotte nelle maniere peggiori possibili) e quasi dimenticato. E invece contro il Pafos arriva una vittoria scacciacrisi e scacciapensieri proprio dopo un brutto ko, come si era abituati a fare vista la rarità dei passaggi a vuoto della Vecchia Signora. Si può tenere vivo il dna Juventus anche nel Videocalcio, per una sera incapace di nuocere grazie a due gol limpidi, solari, sui quali niente e nessuno avrebbe potuto obiettare nulla.

È la vittoria di Spalletti e del suo eurocammino, sette punti in tre partite, una classifica che non fa ancora sognare ma sicuramente sentire che la Juventus è lì, nel gruppone delle squadre che non sono favorite in Champions ma che sanno dire la loro. Con un David ritrovato e uno schieramento ultra offensivo che potrebbe essere il futuro di questa squadra. Ricordando Lippi, che iniziò il suo ciclo vincente proprio varando il tridente, riuscendo a ribaltare le difficoltà del suo inserimento iniziale. O Allegri e il suo passaggio al 4-2-3-1 che significò Scudetto e Cardiff. Chissà.

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La Juve spreca, il Pafos dà spettacolo, lo Stadium fischia

Tutta la presunzione con cui è stato descritto il Pafos in questi giorni, e che Spalletti aveva giustamente sottolineato, scompare al calcio d'inizio: squadra non eccelsa ma capace di pungere, fare male, rendersi pericolosa pur concedendo molto. Yildiz a giro, Miretti alto, Koop di testa che schiaccia ma non trova la porta: tre azioni da gol Juve nei primi dieci minuti, ma i ciprioti non sono da meno: Di Gregorio vede uscire un tocco sottomisura e mette i guanti su una palla velenosa che rischiava di diventare autogol. Tanti spazi, partita apertissima. Due errori gratuiti di Miretti su un'ottima punizione (chissà perché Yildiz non le tira) e di Cambiaso, che va con lo scarico fuori area con quattro compagni a chiedere la palla dentro, fanno arrabbiare lo Stadium e Spalletti.

Mentre i biancoenri manovrano ma non trovano precisione, con Zhegrova e Yildiz che perdono di incisività, prima Dragomir impegna in spaccata Di Gregorio e alla mezz'ora il Pafos va più volte a un soffio dal vantaggio: palo clamoroso di Anderson Silva che poi ci riprova guadagnando un angolo, corner di Orsic per Dragomir fuori area al volo, conclusione meravigliosa che Di Gregorio mette ancora in angolo, colpo di testa finale di Silva a lato. I fischi svegliano i bianconeri, assalto alla porta cipriota con McKennie deviato a botta sicura e occasionissima per David, che butta via letteralmente l'1-0 ciabattando da due passi un assist perfetto di Kelly di testa: tocco sotto indisturbato in area piccola, incredibilmente fuori dallo specchio e la partita va sullo 0-0 all'intervallo.

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Conceicao per Zhegrova, Openda per Locatelli: Spalletti la vince così

Conceicao per Zhegrova la sostituzione annunciata e attesa della Juventus che torna ad attaccare, il portoghese ci prova subito ma di testa il tentativo è tra il buffo e il ridicolo, però i bianconeri restano avanti e aumentano la pericolosità: bel sinistro di Koopmeiners parato, sulla ribattuta Yildiz spara altissimo tutto solo in area. Orsic ci prova da lontano ma la partita resta in mano alla Juve, Conceicao ha la palla buona ma la spara sul portiere da posizione defilata. Spalletti inserisce Openda richiamando Locatelli, squadra a trazione anteriore per l'ultima mezz'ora: sembra una mossa disperata ma è la svolta tattica che libera Miretti e la verticalità della manovra bianconera con un elemento in più davanti a sparigliare ogni organizzazione difensiva, il tecnico la va a vincere attaccando.

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McKennie, la gioia dopo il male di Napoli. David, gol e Spalletti...

Dopo un'occasione proprio di Openda imbeccato da Yildiz, arriva il gol che scaccia le paure: taglio dentro di Cambiaso palla al piede e scarico per McKennie che si inserisce, controlla e dalla destra apre il piattone destro infilandolo sotto la traversa e sul palo di Michael che si dispera. Il Pafos si fionda avanti alla disperata e si becca poco dopo il contropiede che chiude il match, combinazione letale tra Conceicao, Yildiz e David con Iceman che controlla e finalizza, rispondendo con il gol alla pizzicata di Spalletti il giorno prima in conferenza. E dopo il gol Spalletti lo richiama per Adzic, abbracciandolo e baciandolo: un sorriso attraversa il volto del canadese e fa sperare tutto il popolo bianconero. Entrano anche Thuram per Miretti per chiudere a doppia mandata il centrocampo e Cabal per Yildiz a rafforzare la difesa, la Juve non offre il fianco e non soffre e si porta a casa tre punti pe-san-tis-si-mi. Per la certezza playoff serve un punto tra Benfica e Monaco, per i primi otto posti potrebbe non bastare chiudere a 15, ma entrambe le partite sono alla portata dei bianconeri. 

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"La Juve non sbaglia due partite di seguito": è emozionante per il popolo bianconero sentire vivo di nuovo questo motto, ormai impolveratosi sotto anni di sofferenze sportive autoinflitte (ma soprattutto indotte nelle maniere peggiori possibili) e quasi dimenticato. E invece contro il Pafos arriva una vittoria scacciacrisi e scacciapensieri proprio dopo un brutto ko, come si era abituati a fare vista la rarità dei passaggi a vuoto della Vecchia Signora. Si può tenere vivo il dna Juventus anche nel Videocalcio, per una sera incapace di nuocere grazie a due gol limpidi, solari, sui quali niente e nessuno avrebbe potuto obiettare nulla.

È la vittoria di Spalletti e del suo eurocammino, sette punti in tre partite, una classifica che non fa ancora sognare ma sicuramente sentire che la Juventus è lì, nel gruppone delle squadre che non sono favorite in Champions ma che sanno dire la loro. Con un David ritrovato e uno schieramento ultra offensivo che potrebbe essere il futuro di questa squadra. Ricordando Lippi, che iniziò il suo ciclo vincente proprio varando il tridente, riuscendo a ribaltare le difficoltà del suo inserimento iniziale. O Allegri e il suo passaggio al 4-2-3-1 che significò Scudetto e Cardiff. Chissà.

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