City, mamma che botta! In Norvegia, contro il Bodo/Glimt, la squadra di Guardiola dimostra che il colpo subito nel derby è stato tutt’altro che attutito. Anzi, la batosta rifilata dallo United ha evidentemente aperto una vera e propria crepa nella testa dei giocatori, che tre giorni dopo fanno ancora peggio, rimediando un’altra figuraccia. Ancora più grave, se possibile, sicuramente meno spiegabile rispetto a quella di sabato, perché arrivata in casa di una squadra che fino a ieri – con zero vittorie in questa Champions – non sembrava poter impensierire più di tanto la formazione di Pep e che invece, grazie a una gara giocata con coraggio e un’organizzazione tattica perfetta, ha vinto con merito, evidenziando quelli che al momento sono i tanti problemi del City.
Doppio Hogh
Evidentemente, Kjetil Knutsen, il tecnico dei norvegesi, nei giorni precedenti la sfida aveva studiato bene l’approccio avuto dallo United nell’ultima uscita in Premier. Proprio come i Red Devils, infatti, il Bodo ha messo in crisi l’organizzazione difensiva dei Citizens quasi su ogni ripartenza. Sono arrivate così le due reti realizzate dall’attaccante Kasper Hogh fra il 22’ e il 24’ del primo tempo, bravo a sfruttare al meglio entrambi gli assist di Blomberg, e a evidenziare lo stato confusionale di una difesa che Guardiola, ancora una volta, ha dovuto reinventare a causa delle assenze. Esperimento fallito quello di riproporre il giovane Alleyne al centro, preferendolo ad Aké: il ventenne inglese è il peggiore in campo, sempre in difficoltà nelle chiusure sugli attaccanti norvegesi. E dopo un primo tempo da dimenticare, la reazione dei Citizens non arriva nemmeno nella ripresa. Anzi, sono sempre i norvegesi a farsi pericolosi su ogni incursione nella trequarti inglese, tanto che dopo pochi minuti è il Var a salvare i Citizens dal 3-0, annullando la rete di Evjen.
Rodri ingenuo, Guardiola riflette
Il terzo gol arriva però poco dopo, ed è un eurogol dell’ex Milan Jens Hauge, il cui tiro a giro si infila sotto l’incrocio dei pali. Lì davanti i Citizens sono un encefalogramma piatto e Haaland, il cui score personale comincia a preoccupare (un solo gol su rigore nelle ultime nove uscite), non riesce quasi mai a mettere in difficoltà la difesa connazionale. Il gol, però, arriva grazie a un tiro dal limite di Cherki: una rete che non riapre la gara, anche a causa dell’ingenuità dell’ex Pallone d’Oro Rodri. Lo spagnolo, infatti, si fa espellere guadagnandosi due cartellini gialli in un minuto. Di fatto, il progetto del City di provare a recuperare la gara si arena qui. Anzi, sono sempre i norvegesi ad andare più vicini al quarto gol, ancora con Hogh, la cui possibile tripletta viene annullata per fuorigioco. Nel finale è invece Donnarumma a evitare il poker, ma non una sconfitta meritatissima, la seconda in tre giorni, che deve far riflettere Guardiola: all’improvviso, in questo inizio 2026, molte delle convinzioni della sua squadra si sono sgretolate. Un City che è ora molto più simile a quello disastroso della passata stagione che alla squadra spumeggiante della prima parte di questa, circostanza che deve preoccupare Pep più ancora di una classifica che, almeno per quanto riguarda il passaggio diretto agli ottavi, non è più confortante come prima della disfatta norvegese.
