Fuoriclasse Neuer e il solito Kane: troppo Bayern pure per il Real! Così l'ha vinta Kompany

I bavaresi avanti con Luis Diaz a fine primo tempo, poi ad inizio ripresa il 2-0 firmato dall'attaccante inglese. Gli spagnoli reagiscono, ma non vanno oltre la rete di Mbappé che tiene aperti i giochi per il ritorno

Alla vigilia Vincent Kompany lo aveva ammesso senza girarci troppo intorno: il Santiago Bernabéu rappresentava probabilmente la trasferta più complicata della stagione per il suo Bayern Monaco, autentico rullo compressore sia in Bundesliga che in Champions League, come sa bene l'Atalanta che tra l'andata e il ritorno degli ottavi di finale ha incassato un clamoroso passivo da doppia cifra. E non c'è che dire, la sfida del tempio blanco ha confermato le sensazioni di una vigilia che annunciava una battaglia tra due filosofie di gioco chiaramente agli antipodi: il possesso ragionato e quasi ossessivo dei tedeschi contro la ricerca della verticalità più estrema del Real Madrid. La squadra di Vincent Kompany, allievo prediletto di Pep Guardiola, ha interpretato la gara esattamente come ci si aspettava: costruzione dal basso, fitte trame di passaggi, dominio territoriale e, quando possibile, consegnare la palla a Michael Olise per vedere l'effetto che fa. E praticamente sempre è un gran bell'effetto. Una versione moderna del "guardiolismo", tanto che per certi versi il Bayern visto a Madrid è sembrato ancora più fedele ai dogmi del maestro catalano rispetto a quanto fatto dal suo stesso City negli ottavi. Dall'altra parte, invece, il Real non ha tradito la propria identità nemmeno nei momenti di maggiore difficoltà (e ce ne sono stati): poco palleggio e molta concretezza con la pretesa di arrivare in porta con due o tre passaggi.

Kane: "Gran sensazione segnare qui"

Fino al gol che ha sbloccato la partita, i protagonisti principali erano stati i portieri con Manuel Neuer e Andriy Lunin, decisivi con i loro interventi su Vinicius, Mbappé e Gnabry. L'episodio che cambia l'inerzia dell'incontro e, forse, anche dell'eliminatoria arriva pochi minuti prima dell'intervallo: errore in disimpegno di Vinicius che porta al gol degli ospiti firmato da Luis Diaz. Lo svantaggio, però, non è l'unica brutta notizia per i blancos, che rientrano negli spogliatoi anche con il peso dell'ammonizione a Aurélien Tchouaméni: diffidato, salterà l'importantissima gara di ritorno di mercoledì prossimo a Monaco di Baviera. Una perdita pesantissima in vista di una sfida che per i merengues assumerà nei prossimi giorni il sapore dell'impresa. E già, perché al rientro in campo la situazione degli spagnoli peggiora dopo appena 24 secondi: tanto ci mette Olise a trovare appostato sul balcone dell'area di rigore Harry Kane che, dalla sua, non stava aspettando altro e di prima intenzione supera un non proprio impeccabile Lunin. «Gran sensazione segnare in questo stadio, a maggior ragione visto che il gol ha contribuito al successo del Bayern».

Neuer, una partita da fuoriclasse

Sul fronte opposto, invece, il quarantenne Neuer non abbassa il proprio livello stellare, frustrando due chiarissime occasioni dei blancos: nel primo caso chiudendo lo specchio della porta a Vinicius - favorito da un erroraccio di Dayot Upamecano che regala la palla al brasiliano lanciandolo in campo aperto - e mettendoci la punta delle dita sul diagonale chirurgico di Mbappé diretto all’angolo basso della sua porta. E la verità è che, poco dopo, l’eterno fuoriclasse tedesco era anche riuscito a smanacciare la conclusione a botta sicura e da pochissimi passi del centravanti madridista se non fosse per l’orologio intelligente dell’arbitro Michale Oliver - quello, per dirla con Gigi Buffon, del «bidone della spazzatura al posto del cuore» - che lo avvisa dell’evidenza che la sfera ha superato la linea di porta. Il quattordicesimo gol in dieci match di Champions del crack di Bondy apre qualche spiraglio affinché la profezia della vigilia del proprio allenatore potesse avverarsi: «Sono sicuro che vivremo un’altra notte speciale al Bernabéu».

Questa volta, però, è andata in maniera diversa. Ciononostante, considerato il doppio svantaggio a un quarto d’ora dalla fine e le occasioni - tante - sprecate dal Bayern per chiudere l’eliminatoria già dopo 90 minuti, la sensazione è che il Real debba ritenersi soddisfatto per essere riuscito ad arrivare vivo alla sfida decisiva della prossima settimana in Baviera. 

 

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