Caos Coppa d'Africa, il Senegal rischia il Mondiale! Infantino tuona: "Sanzioni gravi"

Per la squadra che ha abbandonato il campo dopo un rigore al 98’ è in arrivo la stangata
Caos Coppa d'Africa, il Senegal rischia il Mondiale! Infantino tuona: "Sanzioni gravi"© APS

Stavolta l’hanno fatta grossa. Troppo, secondo quello che viene ritenuto accettabile dalla Fifa. Tra Senegal e Marocco non è stata solo una finale di Coppa d’Africa, è stata l’incarnazione del monologo del replicante Roy Batty, quando nelle ultime battute di Balde Runner diceva: «Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi». A cominciare dalla reazione del Senegal, che quando si è visto dare un rigore contro al minuto 98 ha abbandonato in massa il campo ed è andato negli spogliatoi. «Dopo averci riflettuto, non avrei dovuto dire ai miei giocatori di uscire - ha commentato poi il ct, Pape Thiaw -. Chiedo scusa al mondo del calcio. Abbiamo reagito a caldo, non avremmo dovuto farlo, chiedo scusa».

Il danno in mondovisione, però, intanto è fatto. «Condanno con forza quanto accaduto, abbandonare il campo in questo modo è inammissibile. Le squadre devono rispettare le decisioni arbitrali, dentro e fuori dal campo. La Caf deve intervenire subito con sanzioni gravi e forti», ha tuonato all’Afp Gianni Infantino, presidente della Fifa, giusto qualche minuto dopo il triplice fischio dell’arbitro. A questo punto la palla passa in mano alla Caf, ma le sanzioni alle quali potrebbe essere sottoposto il Senegal, con tutta probabilità saranno esemplari. Oltre a una multa fino a 100.000 euro, i tesserati che hanno abbandonato il campo potrebbero vedersi inflitte dalle quattro alle sei giornate di squalifica. Tradotto: niente Mondiale. In serata è arrivato anche il comunicato della federazione marocchina: «Si annuncia che intraprenderemo azioni legali presso la Caf e la Fifa a seguito del ritiro dal campo della nazionale senegalese durante la finale».

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Senegal: i provvedimenti per i tifosi

I tifosi senegalesi, poi, hanno causato disordini sugli spalti e hanno provato a invadere il terreno una volta che i giocatori sono tornati in campo. Ciò potrebbe portare a un divieto di trasferta nelle prossime gare e porte chiuse per gli impegni casalinghi dei Leoni della Teranga. Nota a margine: ci sarebbero stati sia in sala conferenza che in mixed zone tafferugli tra i giornalisti senegalesi con quelli marocchini. «Le scene viste a Rabat non devono mai più accadere - ha rincarato la dose Infantino -. La violenza non appartiene al calcio. Qualsiasi comportamento contrario mina la credibilità del nostro sport. Il calcio deve rimanere un simbolo di disciplina e di rispetto». Tutto il contrario di quello che si è visto a Rabat, da una parte e dall’altra.

Mendy: "Sono successe cose che il tempo chiarirà"

Del resto anche in casa Marocco non abbondano i premi per la correttezza. Anche i padroni di casa potrebbero rischiare una sanzione, soprattutto per il comportamento recidivo dei raccattapalle. Già nella semifinale avevano fatto sparire borraccia e asciugamani a Nwabali, per innervosirlo durante i rigori. Ieri la scena si è ripetuta quando toccava a Brahim Diaz (che ha chiesto scusa con un post pieno di lacrime sui social) contro Mendy. Un comportamento da sradicare, considerando che negli stessi stadi si giocheranno alcuni match del Mondiale 2030. «Non dirò niente, ma sono successe delle cose che il tempo chiarirà», è stato il commento sibillino di Edouard Mendy a fine gara. C’è addirittura chi, come Ismail Jackobs, insinua l’ipotesi di possibili intossicazioni alimentari procurate ai giocatori senegalese. Non sarebbe una novità: il gabonese Aubameyang, già nel 2017, aveva accusato i marocchini di avergli alterato un’aranciata, bevuta prima di giocarci contro. «Hanno dato un’immagine vergognosa dell’Africa - ha attaccato in conferenza stampa Regragui, ct del Marocco -. Quello che Pape ha fatto non rende onore alla competizione». 

 

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Stavolta l’hanno fatta grossa. Troppo, secondo quello che viene ritenuto accettabile dalla Fifa. Tra Senegal e Marocco non è stata solo una finale di Coppa d’Africa, è stata l’incarnazione del monologo del replicante Roy Batty, quando nelle ultime battute di Balde Runner diceva: «Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi». A cominciare dalla reazione del Senegal, che quando si è visto dare un rigore contro al minuto 98 ha abbandonato in massa il campo ed è andato negli spogliatoi. «Dopo averci riflettuto, non avrei dovuto dire ai miei giocatori di uscire - ha commentato poi il ct, Pape Thiaw -. Chiedo scusa al mondo del calcio. Abbiamo reagito a caldo, non avremmo dovuto farlo, chiedo scusa».

Il danno in mondovisione, però, intanto è fatto. «Condanno con forza quanto accaduto, abbandonare il campo in questo modo è inammissibile. Le squadre devono rispettare le decisioni arbitrali, dentro e fuori dal campo. La Caf deve intervenire subito con sanzioni gravi e forti», ha tuonato all’Afp Gianni Infantino, presidente della Fifa, giusto qualche minuto dopo il triplice fischio dell’arbitro. A questo punto la palla passa in mano alla Caf, ma le sanzioni alle quali potrebbe essere sottoposto il Senegal, con tutta probabilità saranno esemplari. Oltre a una multa fino a 100.000 euro, i tesserati che hanno abbandonato il campo potrebbero vedersi inflitte dalle quattro alle sei giornate di squalifica. Tradotto: niente Mondiale. In serata è arrivato anche il comunicato della federazione marocchina: «Si annuncia che intraprenderemo azioni legali presso la Caf e la Fifa a seguito del ritiro dal campo della nazionale senegalese durante la finale».

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