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Kolvidsson: «L'Italia è tra le dieci Nazionali più forti al mondo»
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Kolvidsson: «L'Italia è tra le dieci Nazionali più forti al mondo»

Il ct del Liechtenstein: «Sono sicuro che dopo lo scivolone di un anno e mezzo fa con la Svezia non succederà più che manchi una qualificazione per i Mondiali o gli Europei»

lunedì 25 marzo 2019

PARMA - "Bisogna temere tutto dell'Italia, la inserisco tra le dieci Nazionali più forti al mondo. Sono sicuro che dopo lo scivolone di un anno e mezzo fa con la Svezia non succederà più che manchi una qualificazione per i Mondiali o gli Europei". Il ct del Liechtenstein, Helgi Kolvidsson, nato in Islanda, mostra grande rispetto nei confronti degli azzurri alla vigilia della sfida del Tardini. Uno stadio a lui particolarmente caro. "Sono stato qui cinque volte, l'ultima quando il Parma era ancora in Lega Pro. Sono contento di ritrovarlo in serie A perché mi ritengo un tifoso di questa squadra".

LA SFIDA CON GLI AZZURRI - Tornando all'Italia, "mi è sembrata organizzata dal punto di vista difensivo. E' un esempio di come si gioca a pallone. Al Tardini ci sarà un'atmosfera fantastica, speriamo che la tensione ci spinga a giocare un bel match". A mente libera, senza aver nulla da perdere dopo l'onorevole 0-2 rimediato sabato sera in casa dalla Grecia."Sappiamo che bisognerà correre molto ma abbiamo recuperato le forze necessarie. L'obiettivo? Fare punti anche se sarà dura perché giochiamo contro i quattro volte campioni del mondo e sfidarli per noi è già di per sè un onore. Avremo sicuramente molti stimoli".

POLVERINO - Al suo fianco Michele Polverino, di chiare origini italiane: il padre è di Napoli, la madre di Potenza. "Ho giocato nell'Olbia in serie C e ha affrontato già tre volte gli azzurri - racconta - L'Italia è favorita nel girone, la loro qualità è superiore. Ma noi abbiamo fatto progressi. Il mister sta facendo un bel lavoro e speriamo di migliorare in futuro". Fra i compagni di squadra c'è Noah Frick, 17enne figlio di Mario. "Ma non può essere paragonato a Kean - frena Polverino - Nei prossimi anni, però, diventerà importante. Il Paese è piccolo e i giocatori pochi. Ma siamo ben motivati". (In collaborazione con Italpress)

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