Inghilterra, United Kingdom of Rosiconi

Inghilterra, United Kingdom of Rosiconi© EPA

Riassunto delle puntate precedenti. Wembley, 11 luglio 2021: centinaia di tifosi inglesi sfondano i cancelli, violano le norme anti-Covid ed entrano allo stadio senza biglietto per assistere alla finale. Scotland Yard informa di avere arrestato una cinquantina di persone mentre 19 poliziotti sono rimasti feriti negli scontri. Wembley, 11 luglio 2021: i tifosi inglesi fischiano l’Inno di Mameli. Wembley,11 luglio 2021: i giocatori dell’Inghilterra ricevono la medaglia d’argento dal presidente dell’Uefa, subito se la sfilano dal collo, lasciano il campo e non assistono alla premiazione degli azzurri che, invece, avevano fatto ala al loro passaggio, applaudendoli mentre raggiungevano il palco. Wembley, 11 luglio 2021: all’uscita dallo stadio, diversi tifosi italiani vengono aggrediti a calci e pugni da gruppi di tifosi inglesi.

I BARBARI RAZZISTI SUI SOCIAL - Inghilterra, 11-12-13 luglio: Jadon Sancho, Bukayo Saka e Marcus Rashford, rei di avere sbagliato i rigori, sono subissati sui social da una barbara ondata di insulti, contumelie e improperi razzisti sollevata dai loro stessi, presunti tifosi: oltre 3 mila con le emoji di scimmie e banane. Boris Johnson twitta: «Questa squadra inglese merita di essere lodata come eroi, non abusata razzialmente sui social media. I responsabili di questo terribile abuso dovrebbero vergognarsi». Londra, 13 luglio: su change.org sono 90 mila le firme raccolte in poche ore dalla petizione che chiede di rigiocare la finale dell’Europeo. Motivazione: «Il match dell’11 luglio non è stato corretto, dopo che l’Italia ha trascinato i giocatori inglesi come fossero schiavi. Tutte quelle spinte, quelle strattonate e quei calci ed è stato permesso all’Italia di vincere lo stesso? Decisamente di parte. L’Italia avrebbe dovuto ricevere un cartellino rosso per il modo in cui ha giocato e la ripetizione dovrebbe essere arbitrata da un fischietto non di parte». Londra, 14 luglio: raccolta fondi per donare alla Nazionale una copia della Coppa Europa. Londra, 14 luglio: calano le prenotazioni nei ristoranti italiani per protestare contro la vittoria italiana. Londra, 15 luglio, Bukayo Sako scrive su Facebok: «L’amore vince sempre. Non c’è spazio per il razzismo o per l’odio nel calcio e in qualsiasi ambito sociale. E quando la maggioranza delle persone si unirà per denunciare alla polizia chi manda questi messaggi e allontanare l’odio con la gentilezza, vinceremo. Ma è una triste realtà che le piattaforme social non facciano abbastanza per mettere fine a questi messaggi».

IL GOL FANTASMA DEL ‘66 - Finito? Macché. Londra, 15 luglio, senza nessuno sprezzo del ridicolo e in ossequio al politicamente corretto che ha rotto gli zebedei, The Economist scrive: «L’aspetto più sorprendente è che tra i 26 convocati dell’Italia non ci fosse un solo giocatore considerato di colore. La grande notte del calcio europeo non è stata un grande momento per il multiculturalismo». Ora, a parte il fatto che sarebbe ora di piantarla di chiamare un calciatore “di colore”. A parte il fatto che Palmieri, Toloi e Jorginho, sono campioni d’Europa oriundi, tutti e tre italiani di origine brasiliana e perfettamente integrati. A parte il fatto che Kean è stato in ballottaggio per entrare nella rosa dei 26 di Mancini. A parte il fatto che già nel 2012, Balotelli è stato vicecampione d’Europa con l’Italia di Prandelli e conta 36 presenze e 14 gol in azzurro. A parte tutto questo, da quando in qua un ct non ha il sacrosanto diritto di convocare chi giudica più in forma? E lo sanno, all’Economist che la Nazionale italiana è fra le più impegnate nelle campagne contro il razzismo e per i diritti civili? Ma, nell’aprile scorso, l’hanno seguita, all’Economist, l’inchiesta Bbc sul razzismo nella chiesa anglicana, tanto che il primate di Canterbury, Justin Welby, ha dichiarato: «Chiediamo scusa, la Chiesa d’Inghilterra è ancora, istituzionalmente, profondamente razzista. Provo vergogna». E l’arcivescovo di York, Stephen Cottrell: «Le storie che abbiamo sentito sono scioccanti e non c’è dubbio che la Chiesa abbia fallito nei confronti nei nostri fratelli e delle nostre sorelle che appartengono alle minoranze etniche». E quando l’Economist pubblicherà una bella approfondita, autorevole inchiesta sul razzismo in Inghilterra? E come mai, l’Economist non si è ancora inginocchiato davanti a Sancho, Saka e Rashford chiedendo scusa per le ignobili soperchierie razziste inglesi di cui sono stati vittime? Coraggio, non vediamo l’ora. Così la piantate di rosicare, anche se è dura rosicare da 55 anni, dopo avere vinto un mondiale con un gol fantasma che, se ci fosse stato il Var, sarebbe stato annullato. In questi casi, la musica può dare sollievo. Consigliamo “Zitti e buoni”, by Maneskin.

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