Juve, rotta sul Toro per il dopo Buffon: spunta Sirigu

Il portiere granata valuterà tutte le proposte in arrivo. Esperto e pronto: l’ideale per i bianconeri però vuole giocare

Juve, rotta sul Toro per il dopo Buffon: spunta Sirigu© /Ag. Aldo Liverani

TORINO - La caccia al vice del confermatissimo Wojciech Szczesny resta aperta e ogni giorno si registrano piccoli o grandi scossoni, tra nuovi nomi in ballo e prove di accelerazione dal fronte juventino su obiettivi già caldi. Del resto si tratta di dare il cambio definitivo a una leggenda come Gigi Buffon, che con l’amico Andrea Agnelli e le rispettive compagne ha appena condiviso la cena dell’addio sportivo in un noto ristorante torinese aspettando eventuali incroci futuri. E se dalle segrete stanze della sede bianconera si preferisce sposare la strada del portiere subito pronto all’uso ed esperto, non è poi così vero che la Juventus dica no a prescindere a profili più giovani purché non siano prezzati in modo tale da ritenerli fuori mercato.

Da Audero a Sirigu, la lista dei bianconeri

Emil Audero, o un elemento “alla Audero”, non sarebbe scartato, anche perché qualora tornasse alla Continassa non creerebbe problemi nella composizione delle liste, essendo cresciuto nel vivaio bianconero. Però costa molto - la Sampdoria tra prestito e riscatto lo pagò 21 milioni - ed ecco il motivo per cui la squadra mercato capitanata dal dg Federico Cherubini porta avanti i suoi sondaggi tutt’altro che disinteressati su più direzioni. Sì, muovendo gli emissari del caso perché tastino il terreno anche su giocatori “al limite” perché appartenenti a club storicamente rivali. Come Salvatore Sirigu, un’idea per la Juve che verrà. Lo è stato qualche anno fa, lo sarà ancora. Il portiere del Torino appartiene alla generazione degli ’87: ne ha viste tante in carriera, probabilmente non tutte e a maggior ragione dopo un’annata meno esaltante delle precedenti non è così innaturale che si registrino movimenti attorno al proprio entourage. Del resto i suoi numeri tentano: Sirigu ha un contratto fino al 2022 e l’ingaggio sfiora i 2 milioni, bonus inclusi. Per esser chiari, aderisce perfettamente all’identikit tracciato dai vertici juventini: costerebbe poco (certo, Urbano Cairo gratis non lo darebbe mai e poi mai), godrebbe di uno stipendio del tutto compatibile con il budget bianconero (cinque volte meno di Gigio Donnarumma, per dire) e non esistono segnali che facciano pensare a una blindatura da sponda granata. Se si presenta l’occasione, insomma, l’azzurro va via.

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