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Italia, Verratti: "Buffon nello staff? Sarebbe un vantaggio"

Il centrocampista della Nazionale giura amore al Psg: "Resto". Su Mancini: "Il ct è stata una bellissima scoperta, mi ha dato fiducia e ne avevo bisogno". Su Neymar: "Non è come sembra"

giovedì 6 giugno 2019

COVERCIANO (Firenze) - Dall'Aula Magna del centro tecnico di Coverciano, è Marco Verratti, centrocampista del Paris Saint-Germain, a rispondere in conferenza stampa alle domande dei giornalisti, in vista degli impegni della Nazionale italiana di Roberto Mancini con Grecia Bosnia, due big match che potrebbero significare una seria ipoteca circa la presenza azzurra ai prossimi Europei: "Sicuramente si cambia, nella vita di ognuno di noi, qualunque sia il lavoro, si va avanti. Ogni anno hai nuove esperienze, per noi un anno vale molto di più, ogni settimana hai dei giudizi. Cresci prima, in fretta, fai gli errori che ti servono per il futuro. Inconsciamente cambi, cresci con l'esperienza e cerchi di migliorare i tuoi difetti. Ad Atene non sarà semplice, giocano molto bene, abbiamo visto un bel po' di video. È una gara difficile, c'è grande passione e ci saranno tanti tifosi, è uno stadio caldo. È una delle nostre concorrenti per arirvare primi in questo gruppo. Sarà un test importante".

"Avere Buffon ogni giorno nello spogliatoio è qualcosa che ricorderò per sempre"

"Addio Buffon? Prima di finire la stagione parlavamo molto, sapevo ci fosse questa possibilità. Si è fatto amare da tutti, anche se ha fatto solo un anno ha lasciato tanto, a noi. Viverlo nello spogliatoio me lo ricorderò tutta la vita. Dovesse venire qui in Nazionale a ricoprire un ruolo... Credo sia un vantaggio. Giocatori come lui devono decidere loro quando smettere, quando finire di giocare e intraprendere una nuova esperienza. L'annata è stata bellissima, con noi, è stato molto importante per lo spogliatoio anche se non sempre giocava. Gigi è stato per tanti anni il miglior portiere d'Europa, Donnarumma è molto giovane ma ha grandissima esperienza, ha più di 100 partite con il Milan. È un vanto avere questi portieri in Italia. Abbiamo una grandissima scuola".

"Neymar vive il calcio come nessun altro"

"Per chi non lo conosce c'è un'immagine diversa della realtà, è un ragazzo generoso che vive per il calcio e che ama questo sport. Allenarsi con ragazzi così è il sogno per ogni bambino, sicuramente sta passando un momento difficile. Salterà la Coppa America per l'infortunio di ieri sera, sta passando dei giorni difficili. Al giorno d'oggi ci sono persone invidiose che tentano di mettere i bastoni tra le ruote. Neymar vive il calcio in una maniera che non riuscirebbe a nessuno di noi. Il Psg? Siamo tra le prime otto in Europa, ma poi siamo giovani e poco abituati. Dobbiamo cercare di fare qualcosa in più, almeno nelle partite andata e ritorno che, però, vengono decise dagli episodi. Ci è andata anche male, siamo usciti immeritatamente. È vero che in Europa non siamo arrivati fino in fondo, ma anche altre squadre si sono fermate prima. La Champions League si gioca su episodi e dettagli. Io sto bene a Parigi, sono oramai sette anni, il progetto mi fa venire voglia di continuare".

"All'estero sono attirati dalla Serie A. Champions difficilissima"

"Si può vederla in vari modi, all'estero sono ancora attirati dalla nostra Serie A. Ci sono squadre che spendono tantissimi soldi, se riesci a trovare investitori stranieri è qualcosa di meglio. Ci sono sette-otto squadre che possono ambire alla vittoria finale, il Liverpool ci è andato vicino, per me non è una sorpresa. Hanno speso molti soldi, hanno comprato giocatori che hanno migliorato la squadra come Van Dijk. È stato un acquisto perfetto per questa squadra. Il Tottenham è riuscito a eliminare il City, anche chi non ama il calcio ha cominciato a seguirlo. Non c'è più grossa differenza nel calcio di oggi, ce ne sono sette otto".

"Mancini? Grande scoperta. Mi ha dato fiducia"

"Under 21? È stata una delle più belle esperienze che ho vissuto, ci siamo divertiti. Quella di quest'anno è favorita, ci sono giocatori già pronti e con grande esperienza. Spero sia un grandissimo europeo. Per quanto riguarda la Nazionale A, alla fine ci ricordiamo del risultato, ma dobbiamo fare gol. Nelle ultime 5-6 partite abbiamo fatto bene, senza cambiare il modo di giocare, anche senza incontrare Nazionali tra le prime 5-6, ci servivano delle gare così per la fiducia. Il mister ha cambiato molto ma è un esperimento riuscito per ora. Possiamo migliorare ancora molto. Mancini è una grandissima scoperta, mi ha dato subito la fiducia che mi mancava, mi ha fatto sentire subito importante. Sa che nel calcio di oggi la tattica è importante, ma bisogna mettere a proprio agio tutti i giocatori a disposizione. Spero di continuare. Io e Jorginho iniziamo l'azione, la mezz'ala gioca più vicina agli attaccanti. Cambia poco".

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