Adeyemi sulla scia di Haaland: chi è il Golden Boy del web

Esploso nel Salisburgo come il norvegese: velocità simile, meno forza ma più tecnica. A 19 anni è già nazionale tedesco: scatto e sinistro le sue armi
Adeyemi sulla scia di Haaland: chi è il Golden Boy del web

Continua a inseguire Erling Haaland, Karim Adeyemi. Aveva iniziato a gennaio 2020: il Salisburgo aveva ceduto il centravanti norvegese classe 2000 al Borussia Dortmund e aveva promosso dalla sua seconda squadra, il Liefering, il centravanti tedesco classe 2002. Poco meno di un anno dopo, a dicembre 2020, Haaland aveva trionfato nel Golden Boy di Tuttosport. A distanza di un altro anno Adeyemi lo ha quasi imitato: quasi perché non ha conquistato lo storico trofeo al miglior under 21 d’Europa, assegnato da 40 giornalisti delle più prestigiose testate del continente che hanno scelto Pedri, ma ha trionfato nel Golden Boy Best european web player. Ha vinto, cioè, il premio al miglior under 21 d’Europa assegnato dai lettori su Tuttosport.com.

Haaland e Adeyemi, gemelli diversi

D’altra parte, per quanto abbiano molte cose in comune a partire dal ruolo, Haaland e Adeyemi non possono certo essere definiti gemelli. E non solo perché uno norvegese e uno tedesco, ma di padre nigeriano e madre romena. La differenza fisica, 194 centimetri per 88 chili il bomber del Dortmund, 180 centimetri per 75 chili quello del Salisburgo, si riflette nelle loro caratteristiche come giocatori. Adeyemi oltre al ruolo ha in comune con Haaland la velocità. Una velocità diversa come diversi sono i loro tratti fisici, ma altrettanto letale per gli avversari in campo aperto. Il diciannovenne attaccante del Salisburgo ha una maggior frequenza di passo, ovviamente una falcata meno lunga, ma risulta lo stesso imprendibile per i difensori quando può scatenarsi in contropiede in spazi ampi. E non solo. Adeyemi possiede anche grande rapidità di movimenti ed esplosività nei primi passi che, abbinate a un controllo di palla accurato, lo rendono letale nell’uno contro uno anche in spazi più stretti o partendo da fermo. Al dribbling infatti fa ricorso in media 7,5 volte a partita, con una percentuale di successo del 44%.

Adeyemi, i punti di forza

Oltre alla velocità, i suoi punti di forza nell’uno contro uno sono la capacità di cambiare improvvisamente passo e direzione e quella di rubare il tempo all’avversario toccando la palla giusto un attimo prima del suo intervento. Queste qualità gli permettono di essere impiegato, oltre che da centravanti, anche da attaccante esterno: più a sinistra che a destra, contrariamente a quanto si potrebbe pensare essendo mancino, e dunque facilitato nella ricerca dello spazio per il tiro partendo da destra. Zona in cui comunque svaria quando utilizzato da attaccante centrale. Quando gioca sulla sinistra sfrutta la sua velocità, oltre che per portarsi comunque al tiro, per arrivare sulla linea di fondo e servire i compagni. I due assist serviti finora in questa stagione tra Salisburgo e Nazionale tedesca non rendono giustizia alle sue doti in fase di rifinitura: mostrate meglio dagli 0,9 passaggi per il tiro che ha effettuato in media ogni 90 minuti giocati e dall’84% di precisione dei suoi passaggi nella trequarti avversaria. Come dai nove assist serviti invece nella stagione passata.

Adeyemi, la scheda

È comunque segnarli, i gol, la specialità di Adeyemi. E il centravanti il suo ruolo principale. Ruolo che ama svolgere attaccando la profondità e la porta, direttamente o dopo un uno due rapido, sfruttando velocità e dribbling per liberarsi del difensore, o dei difensori, tra lui e il portiere. Al resto ci pensa il suo sinistro preciso e potente, che gli permette di essere efficace anche dal dischetto del rigore e all’occorrenza da fuori area. Anche se è all’interno dei 16 metri la sua comfort zone a livello di finalizzazione: presentarsi davanti al portiere dopo uno scatto o un dribbling e batterlo di sinistro con freddezza è il suo gol più classico. A 19 anni ha ovviamente anche difetti da limare: non eccelle nel gioco aereo e, per quanto tecnicamente educato, deve migliorare nel dialogo con i compagni, alzando l’attuale media del 70 per cento di passaggi precisi. Ha tutto il tempo per farlo e per continuare a inseguire Haaland: a partire dal prossimo passo, che anche per lui sarà quello di lasciare il Salisburgo e la Bundesliga austriaca ( più probabile a giugno che a gennaio) per palcoscenici più prestigiosi.

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