© /Ag. Aldo Liverani SasTORINO - Dopo Pedri, ecco il suo “fratello” minore Gavi. Non era mai successo nella storia ventennale del Golden Boy che una squadra esprimesse per due volte di fila il vincitore dell’ambìto trofeo. Ci voleva un andaluso 18enne, con lo sguardo sbarazzino di chi da tempo ha già capito tutto della vita come lo sono certi teenager di quel meraviglioso spicchio moresco nel torrido cuore sudista della Spagna da molti paragonato alla Sicilia, per spezzare una tradizione consolidata. E così dopo il trionfo di Pedri nel 2021, ora tocca al suo compagno barcellonista Gavi raccoglierne lo scettro sedendosi sul trono del Golden Boy 2022.
Golden Boy, Gavi brucia Bellingham
Un trionfo meritato, anche se non plebiscitario come quello del suo collega-amico-predecessore, e forse proprio questo ancor più bello, con maggiore “pathos”, combattuto testa a testa: mentre quello di Pedri è stato un arrivo da ciclista sotto lo striscione, a passo d’uomo, le braccia alzate, dopo una fuga solitaria di 200 chilometri, il successo di Pablo Paez Gavira, al secolo Gavi, è stato tirato fino allo a fine: all’ultimo chilometro lui e Jude Bellingham sono scattati in vista del rush finale sganciando gli altri fuggitivi Eduardo Camavinga e Jamal Musiala per andare a giocarsi la vittoria in una volata al cardiopalmo dove l’iberico ha bruciato l’inglese, costretto nuovamente ad accontentarsi del secondo posto nella classifica finale del Golden Boy, dietro un blaugrana esattamente come un anno fa.
Gavi, il ragazzo dei primati
Il “chico” di Los Palacios y Villafranca, “pueblo” rurale dell’Andalusia che dista una quarantina di minuti d’auto procedendo in direzione sud da Siviglia, per classe e colpi è sempre stato anni... luce avanti rispetto a tutti i suoi coetanei. Un dato più che significato per descriverlo: non ha mai giocato nelle rappresentative Under 21, Under 20 oppure Under 19 della Spagna. È passato direttamente dall’Under 18 alla “Selección” assoluta facendo un salto quadruplo. E con la “Roja” di Luis Enrique vanta già due record strepitosi: è il più giovane debuttante nella storia della Nazionale A all’età di 17 anni e 62 giorni (stracciato il record precedente detenuto dal basco Ángel Zubieta, mediano dell’Athletic Bilbao negli anni Trenta, che aveva indossato per la prima volta la maglia della “Roja” a 17 anni e 283 giorni nel lontano 1936. Ed è anche il più giovane marcatore di sempre nella storia della Spagna grazie al gol contro la Repubblica Ceca in Nations League firmato a 17 anni e 304 giorni, giusto una settimana in meno del recordman precedente Ansu Fati. Se il buongiorno si vede dal mattino...
Gavi: "Sognavo il premio"
Il neo Golden Boy ha voluto inviare un videomessaggio a Tuttosport: «Ciao, un saluto a tutti. Voglio ringraziare i giurati e Tuttosport per avermi assegnato il Golden Boy 2022. Quindi voglio ringraziare la mia famiglia che mi è stata sempre vicina sia nei momenti migliori che in quelli negativi. Voglio anche ringraziare il Barça, la Nazionale spagnola e i miei compagni senza i quali non avrei potuto vincere. È un orgoglio per me ricevere questo Gran Premio che tutti i giovani calciatori ambiscono a conquistare. Molte grazie, Forza Barça!». Parole cui hanno fatto immediatamente seguito quelle del suo agente Iván De la Peña. «È un onore e un orgoglio che Gavi riceva il Golden Boy - il commento a caldo dell’ex laziale - . Mille grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa prestigosa elezione». Enorme la felicità in tutto l’ambiente blaugrana e ovviamente nel “paese del pomodoro”, com’è soprannominato Los Palacios y Villafranca. Gran parte dei cittadini si è recata sotto casa Gavira per festeggiare e complimentarsi con Pablo e Gavinin Anasi, i genitori del piccolo (173 centimetri d’altezza per 69 chili di peso) ma formidabile talento del Barça che, sin dalla nascita, tifa blaugrana. E naturalmente con Aurora, la sorella maggiore dell’asso andaluso.
Gavi, la famiglia
Papà Pablo ha lavorato prima nell’industria dell’ospitalità andalusa e poi in un bar di Los Angeles y Villafranca. Mamma Gavinin Anasi invece è sempre stata casalinga, occupandosi essenzialmente della crescita e dello sviluppo dei due figli. Fissato con il calcio fin dai primi anni di vita, Gavi è stato tesserato a 6 anni per il piccolo club dilettantistico della sua cittadina, i biancoverdi (come il Betis Siviglia) de La Liara Balompié. Per la precisione 82 giorni dopo che il suo idolo d’infazia Andrés Iniesta aveva conquistato il Mondiale con la Spagna. Di gran lunga il migliore, a 9 anni passa nelle giovanili del Betis e dopo 2 anni eccolo alla Masía di Barcellona. Da ieri è ufficialmente il 20° Golden Boy di Tuttosport.
