Dalle palestra al regno di Luis Enrique
È il regno di Luis Enrique, il genio a cui piace innovare anche in certi piccoli dettagli. C’è il trespolo dal quale segue una parte dell’allenamento dall’alto per avere una visione tattica più chiara e c’è un maxischermo in fondo al campo, è grande come quelli dei concerti e sta dietro una delle due porte. Luis Enrique ci proietta gli schemi, la formazione, i movimenti: una lavagna virtuale, visibile in ogni parte del campo, attraverso la quale i giocatori possono seguire la didattica dell’allenatore direttamente sull’erba, unendo teoria e pratica. E questo, sinceramente, non l’avevamo mai visto da nessuna parte. Da un balcone affacciato sul campo, intanto, c’è il giornalista della tv del Psg che si collega live. Qualche stanza più in là c’è uno studio e una regia che non devono invidiare nulla ai network più grandi. E poi una sala cinema per visionare le partite degli avversari o ripassare quelle proprie. Le palestre sono ovviamente all’avanguardia e lo spazio per le cure è il paradiso di qualsiasi fisioterapista. Il meglio a tutti per tirare fuori il meglio da tutti: la filosofia di Nasser Al-Khelaïfi è questa e non si può dire che non stia portando i risultati.
Il giorno del Golden Boy
Nel suo ufficio, che ha un’ampia vetrata sul campo della prima squadra, il presidente si dimostra giustamente orgoglioso, mentre riceve il Golden Boy: "Nel giorno della serata di gala purtroppo ho un impegno con l’Efc (di cui è presidente, ndr), ho anche provato a capire se con un volo privato avessi potuto combinare le due cose. Mi dispiace molto non esserci, ma ci saranno Doué e Campos". Il board delle Leggende del Golden Boy lo ha eletto come Best President, al termine di un’annata strepitosa, e lui la riassume così: "Sì, abbiamo avuto una stagione fantastica e come club abbiamo compiuto un importante step che ha coronato il lavoro degli ultimi due/tre anni. È la migliore stagione della storia del club, ma più dei risultati è importante come abbiamo raggiunto quei risultati. Siamo molto orgogliosi del modo in cui abbiamo fatto le cose e il modo in cui abbiamo vinto anche. Penso che fossero le cose più importanti per noi, il modo in cui abbiamo vinto e abbiamo cambiato le cose nel club. Siamo così orgogliosi di essere dove siamo ora perché è stata dura, ma continuiamo, esattamente allo stesso modo, non cambiamo. La filosofia deve essere vincere collettivamente, con il gruppo, valorizzando i nostri giovani, grazie anche al migliore allenatore del mondo che è Luis Enrique. Vogliamo avere i migliori giocatori del mondo, i nostri giovani, sviluppare le giovanili e garantire così un futuro al club, non solo i risultati di oggi, che sono certamente importanti, ma anche e soprattutto il futuro del club. Ed è per questo che apprezzo molto questo riconoscimento che premia il mio lavoro e quello di tutto il club. Al Paris Saint-Germain, vogliamo sempre pensare in modo diverso, essere diversi: abbiamo grandi idee, non seguiamo gli altri. Il calcio è tutto per noi. Ma siamo anche più di una semplice squadra di calcio. Ci concentriamo sullo sport, sulla salute e sull’istruzione. Dai ragazzi e dalle ragazze dell’Academy fino agli uomini e alle donne della prima squadra, vogliamo calciatori bravi, ma anche istruiti, con dei valori, i valori del Psg. E oggi, quello che vedete è il risultato: una struttura sportiva straordinaria E un’aula. Il futuro del Paris Saint-Germain nascerà e si costruirà qui, non sarà comprato, ma “Made in Paris” per Parigi. Ho detto che la superstar del Paris Saint-Germain è la squadra, e intendevo sia dentro che fuori dal campo. Quando lavoriamo insieme, questo è il risultato".
