
Tocca a Capello, che quando gli viene chiesto se l'Italia sia il peggior paese calcistico per un giovane risponde: "Dipende dall’allenatore. Adesso si cerca di fare la seconda squadra, questo dà la possibilità ai giovani calciatori di fare esperienza in casa. Io credo che l’esperienza fatta fuori qualcosa in più ti dà. L’esperienza fatta fuori fa maturare. Cambi città, paese e abitudini… Tutto questo aiuta per il futuro. Non sono molto d’accordo sulle seconde squadre per questo motivo. Chi va fuori è molto più maturo di chi rimane in casa. Non se ne vedono molti… tanti altri non sono riusciti ad esplodere. Quando uno è nella seconda squadra di Juve, Inter e Milan qualcosa ti aspetti di più. Sono convinto che andrebbero allenati con la Prima Squadra, è un calcio più veloce e noi abbiamo perso la capacità di giocare velocemente. Se ti alleni con quelli del tuo livello rimani a quel livello. E non è un’esperienza positiva. Quando ho allenato Roma, Milan e Real c’erano fissi giocatori che si allenavano con la Prima Squadra e imparavano molto di più da quelli che sono più bravi, più avanti e più veloci. Così capisci l’ostacolo da superare”.
Galliani, Capello, il Milan e Calciopoli
A fare compagnia a Capello, subito dopo, è Adriano Galliani. Prima un ricordo dei tempi del Milan: "Nel 1994 avevamo... perso la Champions. L'avevamo vinta ma non la trovavamo più. Una signora ha messo la coppa nel sacco della spazzatura… “L’Italia vince a Wembley nel 73 con un gol di Capello. Berlusconi e io arriviamo nel 76, troviamo Fabio che allenava la Primavera. Fece 4 anni di stage per diventare l’allenatore del Milan… lo diventa e vince 4 scudetti e 3 fa 3 finali. Sul campo ha vinto due scudetti con la Juventus. Non voglio ricordare la storia del 2004-2006… Capello: “Non feriamoci…” Galliani: “L'unico caso del Mondo con il terzo che diventa primo, in cielo gli ultimi diventano i primi, sulla terra i terzi sono diventati primi".
Poi, Galliani parla dell'attuale situazione del calcio italiano e delle difficoltà che sta attraversando: "Perché non vinciamo più? Perché fatturiamo troppo poco. L’Uefa, con il fair play finanziario, se ci fosse stato il nostro Milan non avrebbe mai vinto. Ci sono club che fatturano, qualcuno con sponsorizzazioni anche un po’ strane…, ti mando la classifica dei fatturati Europei più alti e vedi che o vincono la Champions o vanno in finale. Il grande handicap è l’assenza degli stadi, di tutte le strutture sportive, anche per quanto riguarda il Basket. Eravamo un campionato di arrivo, ora siamo diventati un campionato di transito. Comunque, anche se hai poco fatturato un allenatore bravo aiuta...".
Capello e il Guardiolismo
"Il Guardiolismo ci ha rovinati. Abbiamo voluto copiare con giocatori non all’altezza. Non abbiamo più insegnato a difendere e a parare. Col Guardiolismo abbiamo fatto il possesso palla che fa venire il latte alle ginocchia e annoia. Quando l’allenatore dice “non perdiamo la palla” togli la personalità al giocatore che non rischia più. Ho visto City e Chelsea, davano la palla al portiere proprio all’ultimo momento. Noi dobbiamo fare questo cambio di mentalità, dobbiamo avere voglia di rischiare e giocare più in verticale" - ha dichiarato Capello.