Un po’ di ottimismo ci voleva. E Brunello Cucinelli è la persona da cui cercarlo, visto che il suo ottimismo «sconfina nell’incoscienza». Così, la prima tappa del Golden Boy, come di consueto a Solomeo, nel cuore dell’Umbria, è diventata un trampolino di speranze per il calcio italiano, oltre ad aver svelato i 100 giocatori che saranno candidati al premio per il migliore Under 21 che gioca in Europa.
Il futuro della Federazione
Giovanni Malagò, il probabile nuovo presidente federale, ha risposto alla domanda che tutti si pongono e tutti gli pongono («Chi te l’ha fatto fare») con la chiave di tutto: «Perché credo che il calcio italiano possa rinascere, ci credo fermamente e lavorerò perché accada». E la stessa cosa l’ha detta Fabio Paratici, che ha lasciato l’Eldorado della Premier per venire a “soffrire” in Italia, conscio che con le idee e la conoscenza si possono battere i fatturati da un miliardo di euro. Sara Gama ha analizzato in cinque punti i problemi fondamentali: scuole calcio, la Primavera, il numero dei club professionistici, gli stadi e il rilancio della Nazionale. Ha parlato con consapevolezza, saggezza e maturità: è una Golden Girl dei dirigenti, è senza dubbio il futuro della Federazione o di un club. Chiunque le darà un compito, farà un affare.
Rinascere con l'ottimismo
L’incontro più emozionante è stato quello fra Carlos Cuesta, 30 anni, che ha appena salvato il Parma e Fabio Capello, 79 anni, leggenda del calcio. I due allenatori si sono stimolati sul palco e, dopo, vederli parlottare fitto a cena ha dato l’idea di uno scambio generazionale che avrà inorgoglito Cuesta e rincuorato Capello: sì, nascono ancora ottimi allenatori. E poi Galliani che ha regalato un meraviglioso aneddoto sulla coppa di Atene 94, persa nello stadio durante i festeggiamenti e ha poi sintetizzato 30 anni di calcio in pochi ragionamenti. Infine i campioni del mondo del 2006: Grosso, Peruzzi, Zaccardo e Amelia. Una botta di nostalgia ripercorrendo le tappe di Berlino. Ma niente occhi lucidi, il rigorista Grosso ha le idee chiare come quella notte: «Ci riprenderemo, impariamo dagli errori, cerchiamo di non ripeterli e torneremo felici come allora». Sì, il calcio italiano ha le persone per rinascere e l’ottimismo per farlo.
