Vierchowod: Lo “zar
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Vierchowod: Lo “zar" che alzò la coppa dalle grandi orecchie

Il granitico difensore lombardo militò tra le fila bianconere nella stagione 1995/96, rendendosi protagonista dello storico trionfo in Champions League

sabato 6 aprile 2019

Pietro Vierchowod arriva alla Juventus nel 1995 quando, dopo 12 stagioni, ha dato ai doriani tutto quello che poteva. La morte di Mantovani mette la parola fine al ciclo d’oro dei blucerchiati e il difensore lombardo cerca nuove sfide. La possibilità gliela offrono dunque i bianconeri. A 36 anni forma insieme a Ciro Ferrara una fortissima coppia di centrali, e il 22 maggio 1996 conquista contro l’Ajax quella Champions League solo sfiorata con la Sampdoria quattro anni prima nella finale col Barcellona. A inizio stagione, arrivando nel capoluogo piemontese, tra l’altro, aveva apertamente dichiarato di voler vincere la coppa dalle grandi orecchie. Detto, fatto. Vierchowod rimane a Torino solo un anno, la Juve deve ringiovanire il pacchetto difensivo. Sceglie Perugia, ma l’esperienza dura meno di un mese, a causa di un litigio con il tecnico degli umbri Galeone. A Milano intanto si infortuna Franco Baresi: lo chiama il Milan, ormai però parente lontano della squadra che trionfava in Italia e in Europa. Berlusconi gli fa vestire il rossonero per una stagione, poi nel 1997 accetta l’offerta del Piacenza.

CONTRO RONNIE - In Emilia Vierchowod rimane stavolta per tre stagioni, contribuendo a due salvezze. C’è un filmato sul web risalente a quel periodo. È il 20 settembre 1998, a San Siro si affrontano Inter e Piacenza. A Vierchowod tocca il compito di marcare quel brasiliano dalle ginocchia fragili ma dalla muscolatura inumana, che se decide di puntarti e saltarti come un birillo, stai pur certo che lo fa. Il duello Vierchowod-Ronaldo è gioia per gli amanti del calcio: grinta contro fantasia, tackle contro dribbling, l’esperienza del veterano e la frenesia della giovane stella. L’Inter vincerà quella partita, segnerà Ronaldo, ma Vierchowod non poteva marcarlo. Era un calcio di rigore.

IN MAGLIA AZZURRA - Particolare, il rapporto di Vierchowod con la Nazionale. Enzo Bearzot stravede per quel giovane ragazzo del Como che sta stupendo tutti gli addetti ai lavori per la sua fisicità e rapidità. Le prestazioni in riva al Lario e la salita in Serie A gli valgono la prima chiamata. Il 6 gennaio 1981 arriva il debutto in maglia azzurra, contro l’Olanda nel Mundialito giocato in Uruguay. Disputa 90 minuti da terzino destro, ne giocherà altri 80, stavolta da centrale, contro la Germania Est. È convocato al Mundial ’82, ma in Spagna non gioca neanche un minuto. Non è ancora un titolare fisso, ma un infortunio alla caviglia gli vieta di scendere in campo e di sostituire l’indisponibile Collovati. Il suo posto lo prenderà il18enne Bergomi, e la storia prenderà una svolta diversa. È titolare, invece, alla Coppa del Mondo 1986, chiusa agli ottavi contro la Francia. Convocato a Italia ’90, gioca solo 35 minuti in due partite, contro Cecoslovacchia e Uruguay, prima di disputare per intero la finale per il terzo posto contro l’Inghilterra nell’insolita posizione di mediano. Il 22 dicembre 1990 segna alla formazione di Cipro uno dei suoi due gol in azzurro (il secondo a Malta nel 1993). Decide di non volare negli Stati Uniti per il Mondiale del 1994. Lo dice apertamente al Ct Sacchi: «Non voglio fare la riserva». Il destino ci metterà lo zampino beffardo. Baresi si fa male, lui non è lì a sostituirlo. Chissà se qualcosa sarebbe cambiato. Nel frattempo, aveva già giocato il suo ultimo match azzurro, il 1° maggio 1993 nella sconfitta contro la Svizzera, per un totale di 45 presenze.

 

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Rude, concreto, incollato all’uomo come solo la vecchia scuola difensiva italiana sapeva insegnare. Imperioso come uno zar. Ha attraversato il calcio italiano anni ’80 e ’90, quello “più bello del mondo”, ha marcato Maradona e Ronaldo, Van Basten e Batistuta, e ne è uscito il più delle volte vincitore. Dalla Serie D con la Romanese, dove iniziò nel 1975, all'ultimo campionato di Serie A col Piacenza nel 2000. Nel mezzo ha vestito le maglie di Como, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Juventus, Perugia e Milan. Con i blucerchiati 12 stagioni impreziosite da uno scudetto, quattro Coppe Italia, Una supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe. Fu campione d'Italia anche con la Roma mentre con la Juve vinse la Champions League 1995-96. Appese gli scarpini al chiodo a 41 anni dopo una carriera fantastica. Oggi fa cifra tonda un grande del nostro calcio: facciamo gli auguri per i suoi 60 anni a Pietro Vierchowod, per tutti semplicemente lo “Zar”. #amodonostro#ilcuoio#happybirthday#zar#pietrovierchowod#vierchowod#6aprile#buoncompleanno#seriea#legend#football#story#ucsampdoria#samp#sampdoria#roma#asr#asroma#juve#juventus#azzurri#nazionale#photography#perugia#piacenza#como#milan#fiorentina#samproma#sampdoriaroma

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