Mancini sulla lite Allegri-Adani: «Chi vince fa sempre meglio degli altri»

Il ct della nazionale interviene sul caso della settimana: «Si è parlato di calcio, non è niente di grave. Un allenatore a fine partita può essere stanco»
Mancini sulla lite Allegri-Adani: «Chi vince fa sempre meglio degli altri»© Getty Images

FIRENZE - «Prendiamo atto di quello che accadrà. Se il campionato finirà prima saremo felici perché serve recuperare un po' di forze per arrivare al raduno al meglio. Prima di un evento come l'Europeo i giocatori hanno bisogno di una settimana di riposo per scaricare un po'. La speranza è che si possa cambiare qualcosa visto che è l'anno dell'Europeo». Sono le parole di Roberto Mancini dal centro tecnico di Coverciano per i due giorni di stage della Nazionale. Il ct ha parlato anche degli ultimi episodi di razzismo accaduti in Milan-Lazio: «Succedono in Italia e in Inghilterra, dove però agiscono immediatamente contro i responsabili. Ci vorrà tempo per cambiare le cose».

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ALLEGRI-ADANI - «Con Allegri o con Adani? Non ho visto, ma finita la partita un allenatore può essere stanco. Si è parlato di calcio, non è niente di grave. Credo che se uno esprime un'opinione vada accettata. È stata una bella fortuna per voi giornalisti. Alla fine - ha chiosato Mancini - chi vince è la squadra che fa sempre meglio degli altri, è stata la migliore. Non ho mai visto vincere la squadra mediocre. In Italia siamo cresciuti con la mentalità che la cosa più importante è il risultato, ora la mentalità è un po' cambiata anche se non dobbiamo dimenticare che questa mentalità ci ha portato a vincere 4 mondiali».

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SPAZIO AL TALENTO - «Cerchiamo di portare avanti un pensiero condiviso. Riuscire a dare alle squadre una certa mentalità offensiva è la cosa positiva, speriamo di riuscirci tutti insieme. Le nazionali minori stanno crescendo molto e stanno facendo bene. Il problema è quando i giovani arrivano in prima squadra e fanno fatica a giocare. Parliamo molto dell'Ajax, ma per tre, quattro o cinque anni non vince niente, i giovani li fanno giocare e gli danno fiducia anche quando sbagliano. Se hanno talento è solo questione di tempo».

VOLTI NUOVI - Lo stage che inizia oggi, concordato dalla Figc con la Lega di Serie A, riguarda i giocatori di fascia di età più giovane che già fanno parte del giro azzurro e a condurre gli allenamenti ci saranno anche i ct dell'Under 21, Luigi Di Biagio, e dell'Under 20, Paolo Nicolato. Sono 33 i calciatori convocati perché Parigini e Conti, che erano stati chiamati, hanno dato forfait per infortunio. Di questo gruppo fanno parte tre 2001 e cinque giocatori che non hanno neanche un minuto in Serie A: Bellanova, Carnesecchi, Plizzari, Portanova e Riccardi. A chi gli chiedeva se fosse già pronto un ricambio generazionale per Bonucci e Chiellini, il ct ha risposto: «Se ci sentono si offendono, ma credo che ci siano difensori giovani e bravi, Caldara, Mancini ad esempio, ma anche in Under 21 ce ne sono due o tre bravi. Il problema dei difensori e del portiere non c’è». E su Balotelli: «Lui sa che oltre a far gol e giocare bene deve comportarsi bene. In campo chi è sempre a rischio espulsione diventa un problema. Lo sa, non glielo ho detto una volta sola».

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