Italia, Mancini: "Zaniolo? Chiamo quelli bravi, anche senza presenze in A"

Le dichiarazioni del ct della nazionale italiana: "Per me l'età non conta: contano tecnica e personalità. Post Coronavirus? I calendari saranno un problema"

R. Mancini: ct della Nazionale italiana© Marco Canoniero

TORINO - "Abbiamo organizzato qualche chat per salutare i ragazzi e tenerci in contatto con loro. Non ci vediamo da novembre e speriamo di ricominciare l'attività a settembre. I calendari saranno un problema. E' un grande onore allenare la Nazionale perchè rappresenti il tuo Paese, il più bello del mondo nonostante tutto, e rappresenti una Nazionale che ha vinto 4 campionati del mondo. Nella vita non capita spesso e quando capita bisogna apprezzarlo al 100% e cercare di fare il massimo per poter vincere". Il ct degli azzurri, Roberto Mancini è intervenuto in una webinair organizzata dal Bologna per il settore giovanile. Rispondendo alle domande dei ragazzi ha ricordato che lo stop forzato è e rappresenterà un problema anche in chiave Nazionale.

Mancini: "L’attacco? Abbiamo Immobile e Belotti"
Guarda il video
Mancini: "L’attacco? Abbiamo Immobile e Belotti"

Le dichiarazioni di Roberto Mancini

"Zaniolo? Non è stato un caso. Lo vidi alle fasi finali dell'Europeo Under 19, in cui era sotto categoria e decisi di chiamarlo. A voi ragazzi dico, impegnatevi e allenatevi duro: se avete qualità tecniche e personalità sono pronto a chiamarvi, anche se non avete ancora esordito in prima squadra" sono le parole su Zaniolo di Mancini che ha poi aggiunto: "Nel mio staff ci sono persone che monitorano il campionato Primavera e se ci sono ragazzi in gamba sono pronto a chiamarli. Per me l'età non conta: contano tecnica e personalità. Ragiono così perché io a Bologna ho esordito a sedici anni e mezzo, grazie al fatto che trovai persone che mi diedero fiducia e sono sempre pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare".

Mancini e l'esordio con Burgnich

"In Italia la sconfitta non è contemplata. Credo di essere l'allenatore che nel mondo, spero di non essere smentito, ad aver fatto giocare più giovani in tutte le mie esperienze di club. Tra Inter, Fiorentina, Lazio, Mancity, Galatasary, Zenit. Quando vedo un calciatore pronto per la prima squadra lo faccio entrare e se ha qualità anche giocare, non pensando alla possibilità che possa farmi perdere una gara" ha detto Mancini, che ha anche spiegato il motivo di questo suo approccio ricorrendo alla sua storia personale. "Quando Burgnich mi fece debuttare a 16 anni e mezzo, davanti a me c'erano 4-5 attaccanti molto piu' bravi ed esperti, non so perche' lo fece, ma mi diede la possibilità; le prime 2-3 gare entrai dalla panchina, ero emozionato, non riuscivo a giocare come volevo. Dalla quarta, feci anche gol a Como fini' 2-2 e quel gol mi ha dato una spinta enorme e poi giocai quasi tutte le gare" il ricordo del ct.

Mancini: "Zaniolo? Così è stato scoperto..."
Guarda il video
Mancini: "Zaniolo? Così è stato scoperto..."

Tuttosport

Abbonati all'edizione digitale di Tuttosport

Scegli l'abbonamento su misura per te

Sempre con te, come vuoi

Edizione digitale
Edizione digitale

Commenti

Loading...