«Avevamo tutto da perdere: si è parlato tantissimo di questa partita. Ma siamo stati bravi». Gennaro Gattuso forza quattro: con il successo su Israele, Ringhio ha raggiunto Antonio Conte. Solo loro, tra i commissari tecnici azzurri del terzo millennio, sono riusciti a calare il poker vincente nelle prime quattro partite alla guida della Nazionale italiana. E il record storico - cinque vittorie consecutive iniziali, ci riuscirono Edmondo Fabbri nel 1963 e Azeglio Vicini nel 1987 - non è così lontano, ma non è l’orizzonte a cui guarda adesso Ringhio. Il ct si gode anzitutto il risultato del 3-0 maturato ieri sera a Udine, molto diverso dal rocambolesco 5-4 di Debrecen a settembre: «Non dobbiamo dimenticare quella partita lì - ha proseguito Ringhio -, ci avevano fatti ballare e portati a spasso. Loro sono bravi in questo, hanno giocatori brevilinei. Invece noi dobbiamo essere questi». Cioè una nazionale in grado di soffrire, come faceva lui in campo, anche se davanti c’è Israele, non proprio il Brasile: «Al mondo ci sono poche squadre in grado di comandare la partita».
Le parole di Gattuso
E sicuramente, viene da aggiungere, non c’è l’Italia, che ha negli spettri dei Mondiali passati il principale avversario: «Noi abbiamo anche qualità con la palla tra i piedi, però dobbiamo ritrovare compattezza e mentalità chiara: possiamo anche sbagliare, ma non dobbiamo mai mollare nessun centimetro». Nessun volo pindarico, il primo mini obiettivo - la qualificazione aritmetica ai playoff per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 - è raggiunto, e le prossime partite (le ultime due del girone con Moldova e Norvegia) serviranno soprattutto a puntare il mirino sulle gare di marzo, più che a immaginare l’impossibile aggancio alla formazione di Haaland: «Faremo due partite serie, ma daremo anche spazio a qualche altro giocatore, vogliamo creare un gruppo sempre più compatto, dentro e fuori dal campo - ha spiegato il ct - vorrei poter augurare a questi ragazzi di riposarsi, ma non lo faranno ovviamente. E allora dico: che Dio ce la mandi buona, speriamo di non perdere giocatori e che facciano bene con i rispettivi club».
L'elogio a Locatelli e ai tifosi
Davanti ai circa 10.000 tifosi arrivati sugli spalti superando rigidissimi controlli, la Nazionale ha comunque fatto bella figura dal punto di vista offensivo: 16 gol nelle prime 4 partite, con Gattuso in panchina non ha mai segnato meno di 3 reti a gara e a segno sono andati ben otto giocatori diversi, quattro dei quali attaccanti. L’esperimento di un’Italia più offensiva e coraggiosa, insomma, sembra andare benone, anche senza l’infortunato Kean ma con Raspadori prima e Esposito dopo al fianco del grande protagonista Retegui: «Le due punte funzionano perché si sacrificano, fanno un grandissimo lavoro senza palla», ha chiosato il ct. Poi ha speso parole di elogio per il capitano juventino Manuel Locatelli: «Ha fatto una grande partita, molto lineare. Dobbiamo premiare chi si impegna». Si torna sempre lì, al sudore da versare in campo. Anche per riconquistare tifosi scottati dalle bruciature del passato: «Voglio ringraziare chi c’era allo stadio, perché non era scontato, e chi ci ha seguito in Tv. Dobbiamo coltivare questa passione, questa voglia di azzurro. È solo con l’amor proprio che possiamo riconquistare i nostri tifosi». Un passo alla volta.