Il saluto a Spalletti e i problemi di Conte
Poi su Spalletti alla Juve: "Ho sentito Luciano, gli ho fatto i complimenti". Su Conte e i problemi al Napoli: "Posso dire poco sul Napoli, ha un grande allenatore che ha vinto tanto e che sa come muoversi. Quando si vince è difficile confermarsi, ma Antonio ha le capacità di superare questo momento". Poi è ritornato sul suo lavoro: "Norvegia come banco di prova? La prima è più importante, perché la seconda si prepara da sola. Sappiamo bene che la Norvegia ci può mettere in grande difficoltà: hanno velocità e fisicità, purtroppo abbiamo trovato nel girone una squadra che esprime un calcio eccezionale. C'è un po' di vulnerabilità difensiva? Il calcio è cambiato, oggi si va sui riferimenti. Solo Sarri gioca di reparto, c'è una doppia profondità. Da un po' di anni a questa parte si sta andando in questa direzione, così diventa un altro sport rispetto a 30-40 anni fa. Non è che non si sa più difendere, è che si gioca in un modo diverso. Se mi emoziona stare da ct a Milanello? Direi di no, sono stato tanti anni a Milanello. Quindi più ricordi che emozioni. Ci sono tante cose a cui devo pensare. Gabbia? Lui è cresciuto molto, non lo vedevo da tempo e mi piace come interpreta la partita. Sapevo fosse serio, gli ho detto che è migliorato molto e sbaglia poco".
La differenza tra Serie A e Premier
Poi ha concluso: "Se penso che il calcio degli italiani sia in crisi? Quando faccio i complimenti a Italiano e Gasperini mi riferisco a un loro calcio di livello. Certo è che in Premier fanno un altro calcio, ma la Serie A è molto impegnativa e abbiamo allenatori molto preparati. Se non ti inventi una giocata diventa molto difficile. Pio? Pensate che peso possa avere un ragazzo di 20 anni quando sbaglia un'occasione. E Raspadori gioca pochissimo... Di questo dovremmo parlare, non che il nostro campionato faccia schifo. Avere qualche stadio più bello aiuterebbe, ma il nostro campionato resta molto difficile".