È possibile far convivere in una linea difensiva Bastoni e Calafiori? "Sì, perché in comune hanno sicuramente la predilezione per il piede sinistro e l’abilità nello “spingere palla” con qualità e personalità nella costruzione del gioco ma in fase di non possesso li trovo funzionali: Alessandro ama più i duelli e la marcatura, Riccardo legge molto bene gli spazi sia in anticipo sia in copertura. Sono entrambi veloci e forti nel gioco aereo. Mi piacciono tantissimo sia singolarmente che come coppia centrale".
Gattuso finora ha alternato la difesa a quattro con la linea a tre: crede che arriverà il momento di scegliere? "La Nazionale è un mondo a parte, perché i giocatori non li alleni ma li gestisci , ne valuti le condizioni e l’alchimia con il compagno e il possibile confronto con l’avversario di turno. Guardi la Francia , sempre con base difensiva a 4 ha cambiato tantissimo dalla mediana in su, oppure l’Argentina che, partendo da una base difensiva a 4, sta cambiando quasi ogni partita: col Venezuela Almada e Mastantuono ali larghe e due punte centrali, con l’Ecuador tre centrocampisti McAllister, Paredes e DePaul con una punta sola Lautaro... o addirittura con un centrocampo a rombo contro il Brasile nel 4-1 di marzo al Monumental".
Perché Spalletti non è riuscito a incidere in azzurro? «Ritengo Spalletti uno dei migliori e più completi allenatori in attività. Le sue abilità sono innegabili e riconoscibili in tutte le squadre di club che ha allenato, sicuramente in Nazionale alcune skills di gestione quotidiana del gruppo si vanno a ridurre molto in relazione alla tipologia diversa di lavoro da effettuare".
