Quanto è stato importante affidarsi a grandi ex che in Nazionale hanno vinto Mondiale o Europeo? "Lo staff di Gattuso mi piace molto: sono affamati, motivati e complementari fra loro, e conoscono meglio di chiunque altro cosa significhi indossare la maglia azzurra. Ma la figura che finalmente abbiamo è quella di un direttore sportivo attivo alle spalle del ct. Girando il mondo lo avevo spesso sottolineato, fra il ct e il potere politico deve esserci una figura competente e di carisma a fare da trait-union. E Buffon è perfetto per questo ruolo e lo sta facendo alla grande, con esperienza, umiltà ma anche grande leadership e carisma. Sono contento, è un grande passo avanti per il nostro movimento".
Pio Esposito ha vinto il nostro Golden Boy come miglior talento italiano: chi le ricorda e si aspettava che riuscisse da subito a imporsi all’Inter? "Lo dissi dopo il suo gol al River Plate questa estate, per come difende la palla e piazza il corpo mi ricorda molto Luca Toni, e se mi chiedi se me lo aspettavo ti dico assolutamente si. La vera prova è stata la stagione allo Spezia, se dopo un percorso di settore giovanile di alto profilo impatti così al primo anno di calcio vero nel ruolo di centravanti significa che hai valori importanti. E non dimentico come sia nell’Inter “migliore” che gli potesse capitare per la sua crescita con Chivu allenatore e un altro giovane di talento come lui alle spalle della ThuLa".
Giochi a fare il ct: un giocatore che vorrebbe in Nazionale? "Vorrei ritrovare il miglior Chiesa, quello dell’Europeo vinto a Wembley. Abbiamo bisogno di quegli strappi, di quelle accelerazioni che spaccano le difese avversarie. E poi spingo per il ritorno di Mimmo Berardi: ma avete visto cosa sta facendo in campionato? In più ha caratteristiche diverse rispetto a Politano e Orsolini: in un’Italia che punta a utilizzare le ali, lui e Chiesa vanno recuperati alla causa per i Mondiali, solo dopo si penserà a rinnovare".
