Esposito speranza Italia sulle orme di Paolo Rossi e Totò Schillaci

I due compianti centravanti ci hanno fatto volare al Mondiale, l'attaccante Inter deve aiutarci a conquistarlo

Pio, Pablito e Totò. Intanto arriviamoci al Mondiale, che rimane la cosa più importante di tutte, però poi chissà che Esposito non raccolga idealmente l’eredità di Paolo Rossi e Salvatore Schillaci, due outsider che spuntarono all’ultimo cambiando i destini dell’Italia nel 1978 e 1990. Certo, non vincemmo il titolo come nel 1982 (ma Rossi c'era sempre...) o nel 2006, ma quelle rimangono due nazionali che da sempre vengono ricordate fra le più belle ed entusiasmanti di sempre. Il 20enne attaccante dell’Inter, volendo, è più avanti nel percorso azzurro rispetto ai due compianti centravanti. Pio è già arrivato a quota 2 gol in 4 partite; Rossi e Schillaci, per esempio, segnarono la loro prima rete in nazionale proprio al Mondiale: Pablito alla terza presenza totale il 2 giugno a Mar del Plata contro la Francia, prima gara dell’edizione ’78 in Argentina; Totò al secondo gettone, a Roma, all’esordio a Italia ’90 il 9 giugno contro l’Austria. Entrambi, erano reduci però da una stagione intera in Serie A, la prima da titolare, Rossi a 21 anni con il Lanerossi Vicenza (con 24 gol in 30 partite e titolo di capocannoniere) e Schillaci a 25 anni con la Juventus (15 centri in 30 gare dopo le tante reti in B col Messina).

Esposito prezioso per Gattuso

Pio, invece, la Serie A ha iniziato ad assaggiarla da neanche quattro mesi e non è ancora un punto fermo nella squadra di Chivu. Di sicuro, fino a qualche mese fa nessuno pensava che il terzo dei fratelli Esposito potesse diventare un’alternativa così preziosa per Gattuso: Kean, Retegui, Scamacca, Raspadori, il sempre verde Immobile. I nomi per l’attacco erano altri, poi è spuntato Pio che avrà un compito diverso rispetto a Paolo Rossi e Schillaci: loro ci fecero volare al Mondiale, Esposito dovrà aiutarci a conquistarlo. Pablito spuntò a suo di gol nel corso dell’annata ’77-78 e convinse il ct Bearzot a schierarlo al fianco di Bettega dandogli una maglia da titolare che sembrava ormai cucita sulle spalle di Ciccio Graziani (che si rifece nel 1982). Rossi fu uno dei jolly che l’Italia pescò dal mazzo nel 1978, l’altro fu il 20enne Cabrini che diventò titolare nella Juventus di Trapattoni nel corso di quella stagione ed esordì in azzurro proprio contro la Francia al Mondiale soffiando il posto ad Aldo Maldera.

Il turno di Totò

Dodici anni dopo fu il turno di Totò e dei suoi occhi spiritati. Azeglio Vicini aveva preparato la squadra con il tandem Vialli-Carnevale, alle loro spalle c'era la certezza Serena e faceva già fatica a trovare spazio Mancini. Poi però il campionato '89-90 regalò due gemme: Schillaci, bomber a sorpresa di Italia 90, e poi Roby Baggio che fece innamorare non solo Firenze, ma un paese intero per oltre 14 anni. Ora la speranza dell'ultim'ora si chiama Pio.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia