L’Italia ha concluso la fase a gironi delle qualificazioni ai prossimi Mondiali con un pesante ko a San Siro contro la Norvegia. Davanti a 69.000 spettatori, gli azzurri avevano infatti controllato la partita nel primo tempo, sbloccando il risultato grazie al talento emergente Pio Esposito. Poi, però, la gara ha preso una piega inattesa con il ritorno della Norvegia, trascinata da un Erling Haaland capace di cambiare l’inerzia dell’incontro. Nonostante la marcatura asfissiante di Mancini, il bomber del Manchester City ha ribaltato tutto. Dopo il pareggio firmato da Antonio Nusa, l’aria si è fatta elettrica in campo. E anche un momento di tensione tra Haaland e i difensori italiani non ha fatto altro che alimentare la reazione del fuoriclasse. Alla fine il risultato ha premiato la Norvegia: qualificazione diretta ai Mondiali, un traguardo atteso dal 1998. L’Italia, invece, dovrà affidarsi ancora ai playoff.
Haaland-Mancini, cos'è successo
La partita è cambiata radicalmente al 63’, quando Antonio Nusa ha riportato la Norvegia in parità, scatenando nervosismo tra gli azzurri e una scintilla emotiva in Haaland. Fino a quel momento Mancini aveva seguito l’attaccante ovunque, adottando una marcatura molto fisica e, a tratti, provocatoria. È in quel frangente che si è verificato il gesto diventato poi centrale nel racconto post-gara: Haaland, intervistato dopo il triplice fischio, ha spiegato che “dopo l'1-1, Mancini ha iniziato a toccarmi il sedere e ho pensato: ‘Ma che fa?’”.

Il norvegese, visibilmente irritato, è stato infatti trattenuto da Donnarumma per evitare un confronto diretto troppo acceso. Ma quella rabbia si è presto trasformata in energia positiva: “Poi mi sono ripreso e gli ho detto: ‘Grazie per la motivazione’”, ha aggiunto. Da lì in avanti, Haaland ha cambiato passo, ha imposto la sua superiorità fisica e mentale e ha firmato una doppietta che ha consegnato ai suoi la qualificazione ai Mondiali. Un finale amaro per l’Italia, che dovrà ora affrontare di nuovo l’incognita playoff.