MILANO - Alessandro “Spillo” Altobelli non usa mezzi termini: «Penso che il sorteggio sia andato bene. L’Italia è l’Italia. È giusto rispettare tutte le nazionali perché non esiste nulla di facile, però siamo più forti delle nostre rivali. E se abbiamo paura di loro, allora è meglio stare a casa. Non vedo l’ora sia marzo per vedere questi spareggi, sono convinto che faremo bene». Contro l’Irlanda del Nord giocheremo in casa, la finale sarà in Galles o in Bosnia... «Bisogna studiare bene, concentrarsi al massimo e preparare al meglio queste gare, perché sono partite nelle quali non bisogna commettere errori perché se li fai, poi non li recuperi più. Però ripeto, noi siamo l'Italia, dobbiamo rispettare tutti e non avere paura di nessuno». La semifinale, visto anche il fattore campo, sembra più semplice dell’eventuale finale. «Però non dobbiamo ragionare così, altrimenti non avremmo imparato nulla dall’eliminazione contro la Macedonia del Nord, quando non arrivammo nemmeno a sfidare il Portogallo. Siamo più forti di Irlanda del Nord, Galles e Bosnia, dimostriamolo sul campo».
Lo stop della Serie A e il ko con la Norvegia
Gattuso, seguendo l’esempio di Montella e della Turchia, vorrebbe che il campionato venisse fermato. «Normale voglia avere più tempo, io mi fido di lui». Perché alcuni giocatori rendono di più con i club? «Guardi, nelle ultime sei partite giocate dall’Italia di Gattuso ne abbiamo vinte cinque. Il ct sa come tirare fuori il meglio dai suoi. Parliamo di una nazionale giovane, che sono sicuro potrà fare bene, con l’entusiasmo potremo ottenere grandi risultati. Non è un giocatore piuttosto che un altro che ti sposta la situazione». Troppo fragoroso l’1-4 contro la Norvegia? «Ogni partita fa storia a sé. Quelle già giocate non contano più, debbono servire solo insegnamento». C’è qualche giocatore, tra quelli non ancora chiamati dal ct, che secondo lei meriterebbe la convocazione? «Se tirassimo fuori un nome, si dovrebbe capire anche il motivo per cui non è stato convocato. Gattuso, nel caso, avrà avuto i suoi motivi. Dobbiamo vivere questo periodo come bello, perché abbiamo la possibilità finalmente di qualificarci al Mondiale dopo aver fallito l’appuntamento nelle ultime due edizioni. Affidiamoci anima e cuore al nostro ct. E confidiamo in lui, che sa quello che deve fare. E nei suoi ragazzi».
Esposito, Acebi e Chiesa
Secondo lei l’Italia può contare su qualche fuoriclasse? «I fuoriclasse di ieri e dell’altro ieri devono essere presi come esempio. Noi siamo una rappresentativa che ha alle spalle una storia immensa. I calciatori devono essere consapevoli dei trionfi passati, senza cullarcisi sopra. Devono lavorare per migliorare e per provare a far sì che la bacheca dell’Italia possa ampliarsi». Pio Esposito potrà guidare l’attacco dell'Italia nonostante la giovane età? «Sta segnando sia con l’Inter, che con la Nazionale. Bisogna lasciarlo tranquillo e non dare a lui tutte le responsabilità, ma sicuramente potrà dare tanto alla maglia azzurra. Sicuramente potrà farci dire: “Finalmente abbiamo di nuovo un grande attaccante”». Convocherebbe Acerbi in difesa per forza e esperienza? «Lui è stato sempre uno che ha dato l’anima per le sue squadre. Meriterebbe di essere lì, anche per dare tanti consigli ai compagni di squadra. Ma Gattuso sa il fatto suo e sceglierà per il meglio». Rivorrebbe Chiesa con l’Italia? «Ha delle qualità e farebbe comodo. Qualora però non avesse voglia di indossare la maglia azzurra, è meglio che stia a casa e non vada in Nazionale». Che differenza con i suoi tempi! «Noi in nazionale ci andavamo anche zoppi, io ho sempre messo l’Italia anche prima del club, non vedevo l'ora di mettermi quella maglia. E mi auguro che ritornino anche i calciatori di oggi a farlo, che mettano l’azzurro prima di ogni altra cosa». Scusi Altobelli... se dovesse andare male, cosa si fa? «Non ci voglio pensare, tanto ci risentiremo in ogni caso». E giù una risata.
