Per conquistare il Mondiale, Rino Gattuso affiderà le chiavi del centrocampo a Marco Verratti. Al centrocampista, oggi all’Al-Duhail, è già stata recapitata la pre-convocazione dalla Federcalcio che fa da antipasto alla chiamata in azzurro, scontata dopo che il campione d’Europa ha risposto con entusiasmo alla proposta arrivata dal ct. Il 26 marzo a Bergamo, 1.012 giorni dopo l’ultima volta (18 giugno 2023, nella gara per il terzo posto in Nations League vinta 3-2 sull’Olanda), ricomincerà così la sua parabola in Nazionale. Considerato che Barella e Tonali sono due pilastri del nostro centrocampo, tutto fa pensare che Verratti possa agire da regista “alla Modric” alternandosi con Locatelli, che è cresciuto tantissimo con Spalletti alla Juventus. Il paragone con il croato non è blasfemo perché il ritorno di Verratti in Nazionale è giustificato proprio dalla necessità di evitare che si ripetano i black-out visti in Nations League (nel secondo tempo con la Francia a San Siro e nel primo a Dortmund con la Germania) nonché nelle qualificazioni mondiali contro la Norvegia (l’inguardabile primo tempo di Oslo, in cui abbiamo incassato tre gol e il finale, sempre contro Haaland e compagni, al Meazza quando abbiamo preso tre reti nell’ultimo quarto d’ora).
Verratti equilibratore
Verratti è un maestro nel saper leggere le situazioni in campo, ad alzare o abbassare i ritmi, e a custodire il pallone quando gli avversari intensificano il pressing. Avere un equilibratore nella chiave dell’ingranaggio secondo il ct, il suo vice Riccio ma anche Buffon e Bonucci (il ruolo dei due è stato importantissimo nell’operazione Verratti) dovrebbe scongiurare il rischio di un tilt contro l’Irlanda del Nord (magari nel caso in cui non dovesse arrivare il gol rompighiaccio) e, soprattutto, nella seconda partita che - in caso di vittoria contro i nord-irlandesi a Bergamo - dovremo giocare comunque in trasferta (il 31 marzo) contro la vincente di Galles-Bosnia. Gattuso - che non ha ancora digerito la beffarda cancellazione degli stage di febbraio promessi a microfoni unificati un po’ da tutti, ma poi rimasti soltanto sulla carta - ha riunito i giocatori a cena e particolarmente significativa è stata quella a Londra dove, tra gli altri, c’era pure Federico Chiesa che lì ha avuto il primo contatto concreto con il club Italia da quando Spalletti ha deciso di non chiamarlo più in Nazionale. Anche all’attaccante del Liverpool è arrivata la pre-convocazione, ma essendo il suo un caso particolare, verrà fatto un punto a una decina di giorni dall’adunata.
