Altobelli: “No ai paragoni che non reggono”, ma su un azzurro si espone: “Ci porta al Mondiale”

L’ex attaccante campione del mondo in Spagna nel 1982: “È il momento di tornare a essere l’Italia che tutto il mondo conosce”

È il 24 gennaio 1987, a Bergamo si gioca Italia-Malta, partita valida per le qualificazioni agli Europei in programma in Germania Ovest l'anno successivo. Finisce 5-0 per gli azzurri. Alessandro “Spillo” Altobelli, che cosa ricorda di quella partita in cui tra l’altro riuscì a segnare una bellissima e assai importante doppietta? «Il primo gol fu al volo, di sinistro, di poco all’interno dell’area di rigore dei maltesi. E il secondo, invece, fu un pregevole pallonetto. L’ambiente era davvero bello, Bergamo era, ed è tuttora, una città di tifosi appassionati che adorano il calcio. L’Italia non poteva scegliere sede migliore per lo spareggio playoff che ci deve riportare al Mondiale dopo 8 lunghissimi anni di assenza».

San Siro e la scelta di Gattuso per Bergamo

Anche perché Gattuso ha scartato San Siro per paura di possibili fischi qualora le cose non si mettessero subito per il meglio. «Milano è un posto particolare, per me giocare allo stadio Giuseppe Meazza è bellissimo. Ci sono comunque 80.000 persone che ti fanno correre anche qualora tu volessi stare fermo. San Siro è un posto straordinario...Speriamo intanto di passare, che è senz’ombra di dubbio la cosa più importante».

Come vede la gara che vedrà gli Azzurri confrontarsi con l’Irlanda del Nord? «Sono più di 11 anni che non giochiamo una partita del Mondiale, quindi io penso che questa squadra debba fare di tutto, anche di più, per riuscire a raggiungere l’obiettivo qualificazione. Essere eliminati farebbe male a tutta l’Italia e a tutto il mondo del calcio del nostro Paese. Credo che gli Azzurri scenderanno in campo con la concentrazione giusta, consapevoli di che partita sia questa. E valga lo stesso per l’eventuale finale. Sono assolutamente convinto che la differenza con le altre nazionali ci sia, noi abbiamo degli ottimi giocatori. Ma badi bene, questa è una partita dove non contano tecnica e tattica, conta soprattutto il cuore. Se ce l'hai, lo devi mettere in campo e centrare il risultato, se non ce l'hai, stiamo a casa».

 

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I protagonisti azzurri e le speranze di qualificazione

Gattuso punterà su un mini blocco Inter. «Bastoni, Barella, Dimarco e Pio Esposito stanno facendo molto bene con la maglia nerazzurra, ma adesso gioca l'Italia, non gioca l'Inter. Sono affiatati e primi in classifica in Serie A. Ma qui gioca l'Italia, lo ritpeto. Tutti insieme devono cercare il modo e un motivo in più per vincere queste partite».

Pio Esposito e Palestra possono essere quelli che sono stati Paolo Rossi e Cabrini nella Coppa del Mondo giocata nel 1978 in Argentina? «Non farei questi paragoni perché se cominci a comparare qualche giocatore a Paolo Rossi o qualche difensore a Cabrini semplicemente non ci sta, questo perché stai parlando di due fuoriclasse in senso assoluto, sono inimitabili. Poi attenzione, Pio Esposito mi piace tantissimo per come gioca, interpreta la partita, per come si muove in area di rigore, per voglia e volontà, è un calciatore che mi appassiona. Quindi io mi auguro che riesca a fare in nazionale quello che fa anche con l'Inter. Palestra entrerà in un momento difficile, in uno spareggio Mondiale, dovrà dimostrare le sue qualità. Ma sono sicuro che la fiducia di Gattuso gli farà bene, solitamente tutti i giocatori forti all'esordio fanno delle belle partite».

Quali giocatori possono essere decisivi per portarci al Mondiale? «Direi Pio Esposito e Barella. Donnarumma? Lui è il portiere, speriamo che lavori poco e possa neutralizzare tutto quanto».

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L'Italia deve tornare al Mondiale

E che gli attaccanti segnino. Retegui e Kean potrebbero partire dal 1’. «Parliamo di due buoni giocatori, che quando sono scesi in campo con la Nazionale hanno fatto bene, ma io continuo a puntare su Pio Esposito».

L’Italia ha imparato dalle due eliminazioni precedenti per il Mondiale? «Non servono tante parole. Qui è arrivato il momento di ritornare a essere l'Italia che conosceva tutto il mondo. Gattuso ha le sue idee ed è giusto che le porti avanti. Chi avrei convocato di chi è rimasto fuori? Oggi non serve, né sarebbe giusto, avanzare possibili critiche, le partite che ci attendono sono gare troppo importanti. Bisogna essere tutti uniti. Poi i giocatori convocati a me piacciono. Hanno carattere, volontà, tecnica. Abbiamo tutte le carte regole per poter battere i nostri avversari».

L’eventuale finale sarà in Galles o in Bosnia. «Certo, è sempre meglio giocare in casa, ma cominciamo con questa partita di Bergamo...Poi penseremo alla finale».

 

 

 

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È il 24 gennaio 1987, a Bergamo si gioca Italia-Malta, partita valida per le qualificazioni agli Europei in programma in Germania Ovest l'anno successivo. Finisce 5-0 per gli azzurri. Alessandro “Spillo” Altobelli, che cosa ricorda di quella partita in cui tra l’altro riuscì a segnare una bellissima e assai importante doppietta? «Il primo gol fu al volo, di sinistro, di poco all’interno dell’area di rigore dei maltesi. E il secondo, invece, fu un pregevole pallonetto. L’ambiente era davvero bello, Bergamo era, ed è tuttora, una città di tifosi appassionati che adorano il calcio. L’Italia non poteva scegliere sede migliore per lo spareggio playoff che ci deve riportare al Mondiale dopo 8 lunghissimi anni di assenza».

San Siro e la scelta di Gattuso per Bergamo

Anche perché Gattuso ha scartato San Siro per paura di possibili fischi qualora le cose non si mettessero subito per il meglio. «Milano è un posto particolare, per me giocare allo stadio Giuseppe Meazza è bellissimo. Ci sono comunque 80.000 persone che ti fanno correre anche qualora tu volessi stare fermo. San Siro è un posto straordinario...Speriamo intanto di passare, che è senz’ombra di dubbio la cosa più importante».

Come vede la gara che vedrà gli Azzurri confrontarsi con l’Irlanda del Nord? «Sono più di 11 anni che non giochiamo una partita del Mondiale, quindi io penso che questa squadra debba fare di tutto, anche di più, per riuscire a raggiungere l’obiettivo qualificazione. Essere eliminati farebbe male a tutta l’Italia e a tutto il mondo del calcio del nostro Paese. Credo che gli Azzurri scenderanno in campo con la concentrazione giusta, consapevoli di che partita sia questa. E valga lo stesso per l’eventuale finale. Sono assolutamente convinto che la differenza con le altre nazionali ci sia, noi abbiamo degli ottimi giocatori. Ma badi bene, questa è una partita dove non contano tecnica e tattica, conta soprattutto il cuore. Se ce l'hai, lo devi mettere in campo e centrare il risultato, se non ce l'hai, stiamo a casa».

 

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