Nuovo ct Italia: Conte in pole e le alternative
La questione legata al futuro allenatore della Nazionale si lega a doppio filo con la politica federale, ma ci sarebbe da sorprendersi nel rivedere Gattuso sulla panchina azzurra in Nations League: il ct ci ha messo cuore, impegno e senso di appartenenza ma aveva legato il suo mandato all’obiettivo e quello non è stato raggiunto. Toccherebbe al presidente in pectore avviare il casting quando inizieranno i movimenti nelle panchine di club, ma il profilo che mette tutti d’accordo, ça va sans dire, è quello di Antonio Conte che già aveva definito “un arrivederci” il suo primo addio alla Nazionale. I rapporti con De Laurentiis sono sempre in evoluzione e l’allenatore - che in questa stagione ha particolarmente accusato lo stress per un calcio che vive a ritmi forsennati - potrebbe essere tentato dall’idea di un progetto quadriennale - stile Olimpiadi - che abbia come stella polare il Mondiale 2030: questo anche perché l’Antonio con la Nazionale si era giocato gli Europei, arrivando ai quarti (eliminazione ai rigori con la Germania) con una squadra disastrata tra assenze e infortuni, mentre gli manca il Mondiale.
L’uomo per tutte le stagioni è invece Claudio Ranieri: un’estate fa dopo un iniziale sì a Gravina, fece dietrofront visto il fresco accordo alla Roma con i Friedkin. Potrebbe ripensarci? Difficile, non impossibile. Di certo a fine stagione sarà libero Maurizio Sarri, ma non aiutano certe sue picconate anti-sistema. Ultimo, ma non per importanza, Roberto Mancini: l’addio di Gravina - con cui non si è più suturata la frattura - potrebbe essere propedeutico al ritorno. In fondo è l’ultimo ad aver vinto con l’Italia e ripartiva da una situazione non molto diversa da questa.
