"Marotta presidente Figc, vi spiego. Gravina, Gattuso, Buffon... Neanche le scuse": Altobelli netto

L'intervista esclusiva sull'attuale caos che sta vivendo l'Italia dopo la terza eliminazione consecutiva ai playoff: "Ci sono fallimenti così grandi che ci si prende le responsabilità"

Quando accadde la prima volta, dopo quel tristissimo 0-0 con la Svezia che estromise l'Italia di Ventura dai Mondiali del 2018, lo intervistammo sempre su queste colonne e ci disse: «È successa una cosa di una gravità inaudita. Che serva da lezione affinchè non accada mai più». Alessandro Altobelli, uno dei pochi calciatori che non solo ha alzato la coppa dorata, ma ha pure segnato in una finale mondiale, non poteva accettare quello squarcio nella storia del pallone azzurro.

"Non abbiamo capito nulla"

Spillo, siamo alla terza volta consecutiva, come se lo spiega? «Semplice, non abbiamo capito nulla, le due eliminazioni precedenti non sono servite per imparare la lezione. Per questo dico che quella di martedì è l'eliminazione più grave di tutte. Mi sentivo abbastanza tranquillo proprio perché eravamo preparati e sapevamo cosa non ripetere. Invece un altro disastro».

E adesso? «Mi ha messo tristezza anche la conferenza stampa di fine partita. Mi sarei aspettato le scuse a tutta la nazione da parte di Gravina, Gattuso e Buffon. Invece ho sentito dire che avevamo giocato bene, che con l'uomo in meno abbiamo retto, che non meritavamo di uscire. No, non ci siamo. In queste partite conta solo il risultato, il resto non ha senso, e il risultato non è arrivato».

Oltre alle scuse si aspettava anche le dimissioni di Gravina, Gattuso e Buffon? «Eh beh, sono loro che hanno pianificato questo progetto tecnico e di solito quando ci sono fallimenti così grandi ci si prende le responsabilità. Gravina ha scelto Buffon, Buffon ha scelto Gattuso».

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"Vedrei bene Marotta in Figc"

E adesso? «Bisogna prima di tutto riavvicinare la gente alla Nazionale perché si è logicamente allontanata tanto, tantissimo. La delusione è troppo grande. Mi aspetto a breve un nuovo progetto tecnico, che riporti entusiasmo».

Lei ha qualche nome da proporre? «Vedrei bene Giuseppe Marotta come presidente federale. Non lo dico perché è dell'Inter, la squadra dove ho giocato tanti anni e ho nel cuore. L'avrei detto anche fosse stato ancora alla Juventus. Conosce il calcio come pochi, sa cosa deve fare. È arrivato in alto partendo dalla gavetta: Varese, Monza, Como, Ravenna, Venezia, Sampdoria, Juventus e Inter. La sua è stata una crescita graduale, ne ha viste di tutti i colori e sa cosa fare. Sarebbe il giusto approdo dopo una carriera di massimo rispetto».

Bisognerebbe transare i contratti con Gravina, Buffon e Gattuso... «Non credo che ne facciano un problema economico, non ne hanno bisogno. Anche per quello mi aspettavo le dimissioni. I loro stipendi in fin dei conti sono anche soldi degli italiani». 

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"Il calcio italiano non ha risolto i suoi problemi"

Da quali giocatori è stato deluso maggiormente? «Non mi soffermerei sui singoli. Certo poi è chi va in campo che vince o perde le partite, ma i giocatori si portano anche appresso tutto il resto. Nonostante quanto già accaduto dal 2006 a oggi, il calcio italiano non ha risolto i suoi problemi, che già si palesavano dopo quella vittoria. Anzi più passavano gli anni e più si acuivano. Non è stato messo un freno».

A proposito come si può mettere un freno ai tanti, troppi stranieri che ci sono nei nostri campionati? «Il problema non è nemmeno quello. O non solo. Io dico di cominciare a mettere i giocatori italiani, fin da piccoli, nelle migliori condizioni per arrivare pronti in Nazionale e vedrete che la nostra terra tornerà a produrre calciatori forti e completi. Com’è sempre stato».

 

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Quando accadde la prima volta, dopo quel tristissimo 0-0 con la Svezia che estromise l'Italia di Ventura dai Mondiali del 2018, lo intervistammo sempre su queste colonne e ci disse: «È successa una cosa di una gravità inaudita. Che serva da lezione affinchè non accada mai più». Alessandro Altobelli, uno dei pochi calciatori che non solo ha alzato la coppa dorata, ma ha pure segnato in una finale mondiale, non poteva accettare quello squarcio nella storia del pallone azzurro.

"Non abbiamo capito nulla"

Spillo, siamo alla terza volta consecutiva, come se lo spiega? «Semplice, non abbiamo capito nulla, le due eliminazioni precedenti non sono servite per imparare la lezione. Per questo dico che quella di martedì è l'eliminazione più grave di tutte. Mi sentivo abbastanza tranquillo proprio perché eravamo preparati e sapevamo cosa non ripetere. Invece un altro disastro».

E adesso? «Mi ha messo tristezza anche la conferenza stampa di fine partita. Mi sarei aspettato le scuse a tutta la nazione da parte di Gravina, Gattuso e Buffon. Invece ho sentito dire che avevamo giocato bene, che con l'uomo in meno abbiamo retto, che non meritavamo di uscire. No, non ci siamo. In queste partite conta solo il risultato, il resto non ha senso, e il risultato non è arrivato».

Oltre alle scuse si aspettava anche le dimissioni di Gravina, Gattuso e Buffon? «Eh beh, sono loro che hanno pianificato questo progetto tecnico e di solito quando ci sono fallimenti così grandi ci si prende le responsabilità. Gravina ha scelto Buffon, Buffon ha scelto Gattuso».

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