Gli aspetti negativi
L’altro aspetto negativo dell’eventuale diminuzione delle squadre in A - venti dal 2004/2005 - è di immagine: Premier League e LaLiga sono a 20, finora l’Italia ha tenuto botta, così “ammetterebbe” di essere al livello di Bundesliga e Ligue 1. Nulla di lontano dalla verità, per carità. Quanto ai diritti Tv, l’eventuale ritocco al numero di squadre interseca una discussione annosa, legata alla legge Melandri che, con vari ritocchi negli anni, disciplina la materia dal 2008. Non è mai piaciuta a nessuno, e forse sono maturi i tempi per rivederla. I club piccoli e le serie minori rivendicano la necessità di una maggiore mutualità, in un calcio molto squilibrato verso l’alto. Tutti, dal massimo campionato in giù, chiedono che sia reintrodotta la possibilità di vendere i diritti a un unico acquirente. E non dispiacerebbe nemmeno aumentare la quota di ripartizione legata all’impiego di giovani, introdotta dalla recente riforma dello Sport nella misura dell’1.1%. Ma la riforma dei campionati e la riduzione delle squadre non riguarda solo la Serie A. Il blocco da 100 squadre professionistiche è ritenuto insostenibile da molti analisti (sono 42 in Spagna, 56 in Germania, 36 in Franciam 92 in Inghilterra.
L'unico precedente
La sforbiciata sarebbe inevitabile per Serie B e C. Tra le ultime proposte di Gravina vi era di arrivarci tramite un raffreddamento del turnover (promozioni e retrocessioni) o bloccando i ripescaggi: idee tornate nel cassetto dopo le dimissioni. Senza ripescare squadre in Serie C quando fallisce un club, secondo i calcoli fatti in precedenza, si arriverebbe ad eliminare “darwianiamente” un girone nel giro di 4/5 anni. Ma la difficoltà di convincere un qualsiasi campionato a ridursi da solo resta: l’unico ad averlo fatto negli ultimi anni è stata proprio la C, da 90 a 60 squadre. Per qualcuno sono ancora troppe, ma è impensabile - e forse anche inutile - ritoccare un torneo senza modificare l’intero sistema. È la vera riforma dei campionati: ciascuno deve rinunciare a qualcosa, per il bene di tutti.