Rivera all’attacco: "Italia? Non mi hanno ascoltato, premiato chi scommetteva, bastava…"

La leggenda del calcio italiano ha puntato il dito contro i piani alti della Federazione e ha espresso il suo metodo per ripartire
Rivera all’attacco: "Italia? Non mi hanno ascoltato, premiato chi scommetteva, bastava…"© Getty

Dopo l’ennesima delusione con l’Italia fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva, torna a farsi sentire una voce storica del calcio azzurro. Gianni Rivera rompe il silenzio e lo fa con toni diretti, offrendo la propria disponibilità per contribuire alla ricostruzione di un sistema che appare in evidente difficoltà. Intervistato dal quotidiano spagnolo “As”, l’ex campione non usa giri di parole e indica subito la necessità di un cambiamento profondo, guidato da figure competenti e realmente coinvolte. "Ora bisogna ricostruire, ma serve la presenza di persone che sappiano muoversi in questo mondo. Ho già un programma pronto e sono qui se serve. Bisognerà vedere cosa diranno Abodi e Buonfiglio. Se qualcuno mi ha contattato? Ultimamente non mi hanno chiamato, sinceramente. Mi sono proposto, ma non hanno voluto ascoltarmi".

Rivera, metodo e visione: "Affidarsi a chi sa"

Parole che evidenziano non solo la volontà di dare una mano, ma anche una certa distanza tra le istituzioni calcistiche e chi, come Rivera, ritiene di poter offrire esperienza e visione. L’ex numero 10 del Milan insiste su un approccio pragmatico e strutturato, fondato su analisi e competenze specifiche. "Se qualcuno mi chiamasse, il mio metodo è semplice. Vado lì, guardo la situazione e poi, con calma e con l'aiuto di esperti, faccio le analisi necessarie per salvare il calcio italiano. Bisogna prendere persone di altissimo livello. Serve qualità, che è mancata. Bisogna affidarsi a chi sa. Non a chi considera il calcio marginale nella propria vita, anche se poi vuole far credere il contrario. Bisogna stare attenti".

 

 

Errori e responsabilità: le critiche alla gestione

Nel suo intervento emerge una critica netta alla gestione recente, accusata implicitamente di aver trascurato la qualità e la competenza in favore di logiche meno meritocratiche. Rivera punta il dito anche su alcune scelte discutibili che avrebbero contribuito al declino: Per Rivera sono stati tanti gli errori commessi, come "premiare giocatori che scommettevano contro sé stessi... Ma non è semplice trovare giocatori di alto livello. Bastava un buon commissario tecnico".

 

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