"Non ho fallito": sentite Gravina. No al commissariamento e sugli arbitri: "Fango senza..."

Il presidente dimissionario torna a parlare, dalla politica al futuro della Figc: ecco cosa ha detto
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Pubblicato il 29.04.2026, 21:06 (Aggiornato il 29.04.2026, 21:20)

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"Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta". Torna a parlare così presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, dagli studi di Otto e mezzo su La7. "E' stata una mia scelta personale - aggiunge Gravina-. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. E' stato giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. E' stato un atto di responsabilità verso la federazione, erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc. Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell'attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa".

Gattuso l'uomo giusto, l'attacco a Lotito

Ma non solo delle sue dimissioni ha parlato Gravina. E' tornato sull'eliminazione dell'Italia dai Mondiali: "Il ripescaggio dell'Italia ai mondiali mi sembra un'idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai mondiali". Prosegue: "Stiamo valutando il lavoro della Figc sulla base di una sola nazionale, ma ce ne sono tante, maschili e femminili. Gattuso? Per me era assolutamente l'uomo giusto. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l'attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo".