Ora sono decisive le scelte dei club

Allora i giovani ci sono pure da noi: i giovani pescati da Silvio Baldini per la Nazionale maggiore hanno vinto due partite e l’Under 17 ha rivinto l’Europeo che aveva già conquistato due anni fa

Quindi i giovani ce li abbiamo. Almeno così si potrebbe dedurre dall’ultima settimana, nella quale, un po’ nascosti da tennis, Formula 1 e calciomercato, i giovani pescati da Silvio Baldini per la Nazionale maggiore hanno vinto due partite e l’Under 17 ha rivinto l’Europeo che aveva già conquistato due anni fa. Di questi tempi è un esercizio piuttosto semplice scagliarsi contro il calcio italiano, che offre una quantità di punti deboli imbarazzante e la possibilità di cavalcare l’inebriante onda del disfattismo. Ora, due vittorie contro Lussemburgo e Grecia non sono sufficienti a raddrizzare la rotta, ma sono una buona cosa. E l’Europeo U17 necessita di lavoro e dedizione affinché non diventi un polveroso soprammobile in Federcalcio, invece che il trampolino per una generazione di talenti, ma aè un successo da sottolineare. Sono segnali di vita, messaggi di un movimento malato, ma non moribondo, che va quindi curato, non necessariamente azzerato.

Il futuro degli azzurrini: dove giocheranno i campioni d’Europa Under 17?

Sui giovani, per esempio, è importante tracciare un percorso chiaro. Quindi domandarsi: gli azzurrini campioni d’Europa dove giocheranno nella prossima stagione? La risposta logica sarebbe la Primavera, per mettersi alla prova con un livello superiore e continuare la crescita che passa dall’apprendimento nelle difficoltà. Ma se nelle date di nascita dell’ultima finale del campionato Primavera 1 (Fiorentina-Parma) abbondavano i 2006. Insomma, c’è da credere che molti club faranno giocare i 2009 freschi campioni d’Europa nel campionato U18 e riempiranno la loro Primavera con 2007 e 2008. Ma il campionato U18 è abbastanza formativo per i ragazzi del ct Franceschini o rischia di essere un contesto troppo comodo e quindi di poca crescita?

Crescita dei talenti italiani: il ruolo decisivo dei club

Ancora una volta, le scelte dei club (che non sono tutti uguali, intendiamoci) diventano determinanti. Per coltivare il talento ci vuole coraggio e un’idea di percorso che serva alla crescita dei singoli, non all’ottenimento di effimeri risultati di squadra. Nell’Under 17 che ha battuto il Belgio c’è grande potenziale: qualche talento tecnico (Corigliano, per esempio) e molto talento caratteriale, che non è da sottovalutare. La palla ora passa ai club. In Spagna i 2009 finiscono per esordire in prima squadra, noi quel coraggio non l’avremo mai, ma almeno in Primavera...

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