L’Italia chiamò! E Guardiola ci pensa davvero: il progetto Maldini-Leonardo e tutte le alternative a Pep
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MILANO - Pep Guardiola non ha detto no a Paolo Maldini e Leonardo. E già questa è una notizia. Si è preso qualche giorno di tempo per riflettere sulla proposta arrivata dal plenipotenziario sull’area tecnica della Federcalcio e del suo braccio destro. I margini di riuscita per un’operazione che avrebbe risonanza planetaria sono risicati, ma a Maldini, Leonardo e al presidente Malagò va comunque dato il merito di aver puntato al top, a quanto di meglio offrisse il mercato. La dead line dovrebbe essere domenica: in assenza di novità, è quindi probabile lo scenario in base a cui domani i tre possano presentarsi davanti all’Assemblea di Lega Serie A senza avere ufficializzato il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Visto il riserbo con cui si sta maneggiando la vicenda, non va escluso nulla, anche un clamoroso annuncio urbi et orbi di fronte alla Confindustria del calcio, ma al momento si tratta di una suggestione anche perché, nel caso in cui Guardiola dicesse sì, andrebbero poi sistemati una serie di tasselli legati al contratto che lo legherebbe alla Figc.
Carta bianca sulla gestione
Di certo Maldini e Leonardo nei due giorni di colloqui con l’ex allenatore del Manchester City hanno mostrato tutto il repertorio per risultare convincenti, offrendogli carta bianca sulla gestione di tutte le Nazionali. Perché - come già sottolineato - l’idea di base è cercare di replicare quanto prodotto dallo sbarco di Johan Cruijff al Barcellona: la scuola olandese, shakerata con il dna catalano, ha prodotto una filosofia di calcio che ancora oggi produce campioncini a getto continuo e che è attecchita, nel tempo, a tutte le latitudini in Spagna, come prova la Nazionale di De La Fuente dove dietro a un fuoriclasse assoluto (Lamine Yamal) c’è una batteria di giocatori intercambiabili che sono uniti dal talento. Guardiola avrebbe carta bianca nella scelta dei vari ct, a partire da quello dell’Under 21 e tutte le rappresentative giovanili dovrebbero pensare calcio allo stesso modo. Il fatto che Pep si immerga in un progetto che possa farlo ricordare come è ricordato Cruijff (di cui è stato allievo) in Catalogna è senza dubbio uno dei motivi che sta spingendo l’allenatore a valutare con grande attenzione la proposta arrivata. Anche perché il ruolo da ct gli permetterebbe di coniugare il nuovo impegno lavorativo con la volontà, dopo i dieci anni passati a Manchester, di dedicarsi anche alla famiglia (d’altronde pure Gattuso ha sempre fatto da pendolare tra Marbella, dove vive, e l’Italia nei mesi passati alla guida della Nazionale).
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