Centrare il bersaglio alle proprie spalle, spesso un compagno ma anche la porta, come in un memorabile gol segnato al Parma con la maglia della Lazio, era la specialità del Roberto Mancini calciatore. Ora deve riuscire a sfoderare uno di quei fantastici colpi di tacco anche da ct e centrare di nuovo un obiettivo alle sue spalle: tornare indietro di cinque anni, alla bella Italia che guidò, con Luca Vialli accanto, alla vittoria dell’Europeo 2021 e prima e dopo a un record di 37 risultati utili consecutivi, battuto solo poche settimane fa dalla Spagna campione del Mondo.
La prima esperienza di Mancini e il grande "tradimento"
Il Mondiale, già. Come nel 2018, è stata la mancata qualificazione azzurra a spalancare a Mancini le porte della Nazionale. Quelle porte che lui stesso aveva sbattuto nell’agosto del 2023 con una Pec da Mykonos, dove era in vacanza, dopo aver a propria volta fallito l’accesso al Mondiale 2022. Il trionfo europeo, il record di risultati utili e il riconoscimento di una certa dose di sfortuna nel fallito accesso al Mondiale (dai rigori sbagliati da Jorginho con la Svizzera ai gol falliti nello spareggio con la Macedonia del Nord), consentirono a Mancini di restare in sella. E nell’estate 2023 Gravina allargò suo ruolo a quello di coordinatore azzurro (privandolo tuttavia di alcuni fidati collaboratori come Lombardo, Evani e Nuciari), rendendo ancor più stridente quell’addio improvviso per andare a firmare un mega contratto (25 milioni a stagione) da ct dell’Arabia Saudita, che lo ha poi esonerato a ottobre 2024. «Nella vita dovrei chiedere scusa a tante persone, capita a tutti», ha detto a inizio giugno al Festival della Serie Ariferendosi, senza citarlo esplicitamente a quell’episodio. Scuse citate dallo stesso Malagò nel difendere la propria scelta dall’obiezione di chi avrebbe voluto che quell’addio precludesse per sempre a Mancini le porte di Coverciano. Sull’argomento il neo ct tornerà di certo durante la presentazione di oggi alle 18.20 nella sede della Figc, cominciando con le parole a provare a intaccare quel gelo che solo i risultati potranno definitivamente sciogliere.
