Fausto Salsano questa volta non seguirà Roberto Mancini in nazionale ma parla la stessa lingua del neo ct azzurro. Non solo perché in campo - ai tempi della Samp d'oro anni '80 e '90 - era un giocatore tecnico in grado di assistere al meglio l'ex numero 10 blucerchiato, ma soprattutto perché è stato un suo storico collaboratore da quando il Mancio è diventato allenatore. Gli scudetti con l'Inter, la Premier vinta col Manchester City e ancora le soddisfazioni con Galatasaray e Zenit. Fino all'esperienza forse più bella in assoluto, quella con la nazionale italiana capace di vincere l'Europeo del 2021 con tanti ex doriani nello staff (Evani, Lombardo, Nuciari e su tutti il compianto Vialli) prima della delusione per il mancato mondiale del 2022. E poi quella scelta di accettare l'Arabia Saudita nel 2023, fin troppo discussa.
Mancini, parla Salsano
Salsano, cosa ne pensa di questo ritorno di Mancini in azzurro? «Io non andrò nello staff ma sono davvero contento per lui. È la persona giusta per guidare questa nazionale».
Nella prima esperienza Europeo vinto e Mondiale sfumato. Che montagne russe... «È vero, è stato bellissimo vincere quell'Europeo e poi per tanti motivi non siamo riusciti ad andare al Mondiale. Ma sono davvero contento che sia tornato. E vicino a lui ha un grande personaggio e un caro amico come Malagò».
E però quella scelta di andare in Arabia, in quel modo, non aveva convinto. «Io credo che il tempo possa aiutare anche un po' a cancellare. Io credo che in tanti siano contenti del ritorno di Mancini, tra i tifosi italiani».
Che coppia sarà con Ranieri? «Parlano la stessa lingua, possono sicuramente coesistere. Anche per il passato e la carriera di Ranieri».
È vero che la scelta Mancini è piaciuta soprattutto ai giocatori azzurri più rappresentantivi, in primis Donnarumma? «Sicuro. Coi calciatori in nazionale avevamo un ottimo rapporto. Si era creato un bel clima. Forse non ve lo ricordate, avevamo portato all'Europeo Verratti infortunato. Beh, poi ha giocato la finale».
