L'Italia U21 cala il poker, Svezia ko: Pisilli scatenato, Camarda di cucchiaio

Gli azzurrini di mister Baldini travolgono la nazionale scandinava: in gol anche il debuttante Berti dagli undici metri
L'Italia U21 cala il poker, Svezia ko: Pisilli scatenato, Camarda di cucchiaio

L'Italia U21 batte la Svezia U21 4-0 e aggancia la Polonia in testa al gruppo E valido per le Qualificazioni ai prossimi Europei. Gli azzurrini di mister Baldini chiudono la pratica già nel primo tempo grazie alla doppietta di uno scatenato Pisilli e al cucchiaio su rigore firmato da Camarda; nella ripresa chiude i conti il rigore di Berti. In classifica l'Italia vola a 9 punti ma resta al secondo posto a causa della peggior differenza reti nei confronti della nazionale polacca.

Italia-Svezia 4-0, la cronaca

Inizia subito forte l'Italia che già al minuto 12 è avanti con il destro di Pisilli che fulmina Bishesari. Gli azzurrini continuano a spingere e chiudono la Svezia nella loro trequarti: al 40° Camarda si conquista un calcio di rigore che trasforma con freddezza eludendo il portiere svedese con il cucchiaio. Passano solo cinque minuti e l'Italia cala il tris: Palestra scende sulla destra e mette in mezzo per Pisilli che di prima sigla il 3-0. Nella ripresa gli azzurrini comandano senza problemi, colpendo anche un palo ancora con Camarda e chiudendo i giochi in pieno recupero grazie al rigore (il secondo di giornata) trasformato da Tommaso Berti.

Le parole di Baldini

Silvio Baldini ai microfoni della Rai dopo la vittoria dell'Italia per 4-0 contro la Svezia nella terza giornata delle qualificazioni agli Europei U21 del 2027: "E' la dimostrazione che è un gruppo coeso, contento di stare insieme a cui piace ridere ma che sa lavorare. Il gesto fatto alla fine (il rigore che Pafundi ha lasciato calciare a Berti, ndr) mi riempie il cuore più della vittoria. Più che il mio lavoro io do loro le indicazioni per maturare ed essere ragazzi giovani che prendano sul serio quello che fanno. E' un gruppo pieno di talento, stasera lo hanno dimostrato ma non bisogna fermarsi, perchè il talento va sempre coltivato con il lavoro e la testa. Il rigore di Camarda? Ognuno è libero di calciare come vuole, anche se quei calci di rigore li odio. Però se uno se la sente, è giusto che lo faccia".

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