Pafundi va di corsa, da predestinato con Mancini ct a colonna dell’Under 21: "Ora mi so gestire"

Il trequartista classe 2006: "Dopo l’esordio con la Nazionale ci ho messo un po’ a riprendermi. Decisivo non perdere la fiducia"
Pafundi va di corsa, da predestinato con Mancini ct a colonna dell’Under 21: "Ora mi so gestire"© LAPRESSE

Obiettivo poker. Sarebbe il secondo, ma di tutt’altra portata per la nazionale Under 21. Perché il primo, quello rifilato alla Svezia, è stato un grido che ha squarciato il cielo per dire a tutti che l’Italia c’è. Ma contro l’Armenia un poker di vittorie vorrebbe dire passare un mese tranquilli in attesa delle due trasferte di novembre. Domani sera si giocherà alle 18.15, a Cremona, contro un’avversaria che è ultima nel girone a quota 0. Poi ci sarà tempo per pensare alla trasferta di Stettino in cui ci si giocherà la vetta del girone (e quindi la qualificazione diretta all’Europeo) con la Polonia. Simone Pafundi, che ieri ha parlato con Rai Due, ha raccontato come l’Under 21 si stia avvicinando all'appuntamento. "Non siamo stupiti dei risultati, sappiamo di essere un gruppo forte. Stiamo riuscendo a giocare con intensità e principi di gioco chiari, per ora è andato tutto bene. Dobbiamo continuare così, anche con l’Armenia dobbiamo dare il massimo, lo abbiamo visto col Montenegro, quando siamo andati sotto subito 1-0, o in Macedonia del Nord giocando 75’ in inferiorità numerica". Queste le parole del giocatore della Samp, il ragazzo che senza segnare è riuscito a far parlare di sé dopo la vittoria di Cesena. Merito di un pallone passato a Berti affinché il giocatore cesenate e in forza al Cesena siglasse il primo gol davanti al pubblico di casa. "È stato un bel momento, penso che Tommaso meritasse questa gioia, era la sua serata, è stato giusto così - ha spiegato Pafundi -. Inizialmente non voleva tirarlo, per questo gli ho lanciato il pallone, bisognava dargli una spinta. Era destino che la palla entrasse, sono felice per lui".

Pafundi: "Sono più calmo, gestisco meglio le situazioni"

Pafundi è un giocatore sul quale si è creata qualche anno fa un’attesa spasmodica, dopo l’esordio da giovanissimo in nazionale maggiore ai tempi di Mancini. "Sono cresciuto velocemente, sto capendo meglio il mondo dove sono e cerco semplicemente di essere una persona corretta che si comporta bene. Sono concentrato a far bene a Genova e in Nazionale, ho solo da dimostrare, quindi testa bassa e pedalare. Ero più irrequieto, oggi anche grazie alle esperienze che ho fatto sono più calmo, gestisco meglio le situazioni. Due anni fa il rigore a Cesena l’avrei calciato io o Camarda? Io ho esordito in Nazionale, lui ha vissuto un ambiente come il Milan e penso non sia stato facile gestire la pressione. Io ci ho messo un po’ a riprendermi: ciò che gli consiglio, se si troverà ad affrontare momenti difficili, è di non perdere mai la fiducia in sé stesso e di circondarsi di persone che gli vogliono bene". Chissà se contro l’Armenia troverà spazio anche tra i titolari, dopo essere stato in ballottaggio con Cherubini con la Svezia. Era partito titolare contro la Macedonia del Nord, ma l’espulsione di Moruzzi ha costretto Baldini a cambiarlo. "Mi è ovviamente dispiaciuto uscire, ma l’importante era vincere: è stata una scelta giusta. Chiaramente ho voglia di essere protagonista con questa maglia, ma l’importante sono i risultati e una classifica che in questo momento ci sorride".

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