La visione offensiva di Tudor e il difensivismo mascherato di Motta: la Juve ha cambiato pelle

Bianconeri ora spregiudicati, con pregi e difetti ma sicuramente diversi dalla scorsa stagione

Salvataggio di Savona sulla linea di porta difesa da Di Gregorio: dunque il pallone è a un centinaio di metri da Rui Patricio, il portiere dell’Al Ain. E da quella respinta impiega appena 22 secondi ad arrivare dalla parte opposta dopo otto tocchi in verticale tra i quali spicca in tunnel di Conceiçao fino al cross di Kelly respinto in qualche modo dalla difesa avversaria. Non è un’azione che ha portato a una delle cinque reti della Juventus nel debutto al Mondiale per Club, ma è quella che più di ogni altra riepiloga la filosofia di gioco espressa da Igor Tudor. Un offensivismo puro, con pregi e difetti che vanno presi per ciò che sono: di sicuro lo spettacolo non manca.

Juve, spettacolo e azzardo targato Tudor

E se è vero che la squadra degli Emirati esprime un livello di calcio più basso di qualsiasi avversaria di Serie A, è altrettanto evidente quanto ciò non cambi l’approccio della squadra plasmata dal tecnico croato: ricerca del palleggio rapido e verticale in spazi stretti per cercare la profondità, ma anche la ricerca di una manovra più ariosa e di conseguenza più divertente per chi guarda. Il rovescio della medaglia è altrettanto palese: il rischio di scoprirsi e lasciare qualche opportunità di troppo agli avversari è frequente ed è servito il miglior Di Gregorio (e pure un certa imprecisione dell’Al Ain) per mantenere la porta inviolata nella prima partita del Mondiale. Tuttavia fa parte del pacchetto: ci si può lavorare, ma la spettacolarità offensiva di questa Juventus vale qualche azzardo in fase difensiva.

 

 

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Linea di rottura con la gestione Motta

E tale aspetto tecnico-tattico è la principale linea di rottura con la gestione precedente: in casa Juve si è passati dal difensivismo mascherato da giochismo di Thiago Motta, con la rete di passaggi orizzontali che ha portato al mirabolante numero di 17 pareggi contando tutte le competizioni, alla proposta realmente proiettata in avanti di Tudor, con tutti i rischi del caso.

Però non si può certo dire che questa versione bianconera non sia divertente: contro il Wydad e soprattutto contro il Manchester City di Guardiola si alzerà l’asticella della difficoltà e dunque si potrà vedere davvero dove possa arrivare il livello di gioco di questa squadra. Premesso ciò, le fiammate palla a terra e le continua ricerca di verticalità anche nei movimenti senza palla lasciano ben sperare: quantomeno c’è un’idea di gioco ben precisa e da questo punto di partenza di può impostare un mercato mirato e sensato. Per una Juve che possa trovare il giusto equilibrio, ma anche una sana dose di spettacolarità. 

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Salvataggio di Savona sulla linea di porta difesa da Di Gregorio: dunque il pallone è a un centinaio di metri da Rui Patricio, il portiere dell’Al Ain. E da quella respinta impiega appena 22 secondi ad arrivare dalla parte opposta dopo otto tocchi in verticale tra i quali spicca in tunnel di Conceiçao fino al cross di Kelly respinto in qualche modo dalla difesa avversaria. Non è un’azione che ha portato a una delle cinque reti della Juventus nel debutto al Mondiale per Club, ma è quella che più di ogni altra riepiloga la filosofia di gioco espressa da Igor Tudor. Un offensivismo puro, con pregi e difetti che vanno presi per ciò che sono: di sicuro lo spettacolo non manca.

Juve, spettacolo e azzardo targato Tudor

E se è vero che la squadra degli Emirati esprime un livello di calcio più basso di qualsiasi avversaria di Serie A, è altrettanto evidente quanto ciò non cambi l’approccio della squadra plasmata dal tecnico croato: ricerca del palleggio rapido e verticale in spazi stretti per cercare la profondità, ma anche la ricerca di una manovra più ariosa e di conseguenza più divertente per chi guarda. Il rovescio della medaglia è altrettanto palese: il rischio di scoprirsi e lasciare qualche opportunità di troppo agli avversari è frequente ed è servito il miglior Di Gregorio (e pure un certa imprecisione dell’Al Ain) per mantenere la porta inviolata nella prima partita del Mondiale. Tuttavia fa parte del pacchetto: ci si può lavorare, ma la spettacolarità offensiva di questa Juventus vale qualche azzardo in fase difensiva.

 

 

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